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Svizzera
UFSP: “Aumenta l’età media dei contagiati”
Keystone-ats
6 anni fa
Stefan Kuster, capo delle malattie trasmissibili dell’UFSP: “La situazione è fragile, ma stabile. L’obiettivo è di evitare una seconda ondata”

“La situazione è fragile, ma stabile. E con il numero dei contagi in aumento l’attività di contact tracing diventa più difficile”. Lo ha dichiarato Stefan Kuster, capo della divisione malattie trasmissibili dell’UFSP, durante una conferenza stampa odierna a Berna, precisando tuttavia che i ricoveri e i decessi si mantengono fortunatamente a livelli bassi. Attualmente gli “hotspot” in cui si registrano i maggiori contagi sono i Cantoni di Ginevra, Zurigo e Vaud, ma anche Fribogo e Berna registrano più casi rispetto ad altre regioni.

Le autorità hanno inoltre notato un cambiamento per quanto riguarda l’età media dei contagiati: “La metà delle persone che si infettano sono sotto i trent’anni, ma c’è uno spostamento verso gruppi di persone più in là con l’età”. Una tendenza preoccupante e “da evitare” perché si tratta delle persone più a rischio, la cui protezione è molto importante. L’obiettivo delle prossime settimane, ha evidenziato Kuster, è di stabilizzare o ridurre i contagi per evitare una seconda ondata. “Tutti possono contribuire a questo scopo. Le misure sono note: mantenere le distanze, disinfettare le mani, limitare i contatti e osservare i piani di protezione.”.

Particolarmente raccomandata è la vaccinazione contro l’influenza stagionale: non protegge dal covid-19 ma può aiutare ad evitare che la Svizzera si trovi a dover affrontare anche un’ondata di influenza.

Per quanto riguarda i test e la quarantena dei bambini - tema di grande attualità dato che in tutti i cantoni sono riprese le scuole - Kuster ha precisato che entro metà ottobre l’UFSP pubblicherà nuove raccomandazioni più dettagliate: in ogni caso, “è importante che anche i piccoli vengano sottoposti al tampone se presentano i sintomi”.

In seguito ha preso la parola Virginie Masserey, responsabile della sezione Controllo delle infezioni dell’UFSP, che ha ribadito come le attività di tracciamento siano uno strumento indispensabile per la prevenzione. “Ognuno è chiamato in causa: è nell’interesse di tutti che ognuno si assuma le sue responsabilità”. Anche i datori di lavoro devono fare la loro parte e sviluppare provvedimenti validi: in questo possono contare sul sostegno dei cantoni.

Infine, interpellati riguardo alla situazione allarmante della Francia, dove i casi sono in costante aumento, i rappresentanti dell’UFSP hanno precisato che nei prossimi giorni si deciderà se inserire l’Esagono nella lista dei Paesi a rischio.

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