
Per incoraggiare il ritorno volontario degli immigrati magrebini plurirecidivi, i cantoni potrebbero finanziare loro una formazione professionale in patria. Il direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), Mario Gattiker, ha presentato oggi ai direttori cantonali di giustizia e polizia un progetto pilota in questo senso elaborato da Ginevra. Ogni giorno di detenzione costa dai 400 ai 450 franchi, mentre l'aiuto al reinserimento professionale ammonta a 4000 franchi al massimo, ha indicato oggi la consigliera di Stato ginevrina Isabel Rochat durante la trasmissione "Forum" della RTS. Una procedura di questo tipo è già in vigore nel canton Ginevra. I plurirecidivi magrebini ricevono 1000 franchi quando si trovano sul volo che li riporta in patria, ha spiegato Rochat. Al loro arrivo, questa somma viene impiagata per la loro formazione. Una volta che una ong ha convalidato in loco la fattibilità del progetto, ricevono ancora 3000 franchi al massimo. Secondo la ministra ginevrina con questo incentivo è stato possibile procedere a un certo numero di espulsioni. Chi è partito, ha aggiunto, non è tornato in Svizzera. Soltanto i plurirecidivi presenti a Ginevra da molti anni possono beneficiare di questa misura, ha precisato. "Si tratta di una misura palliativa in attesa della firma degli accordi di riammissione" e dovuta al sovraffollamento delle carceri, ha tenuto a specificare. Il progetto è finanziato da un fondo alimentato da introiti della polizia, ha aggiunto rilevando che non vengono usati fondi dei contribuenti. La consigliera federale Simonetta Sommaruga sostiene questo progetto. Ieri a Berna è stato parafato un accordo di riammissione con la Tunisia. Si tratta del primo con uno Stato del Nordafrica. ATS
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