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Svizzera
UFAM: microinquinanti, occorre risanare impianti depurazione
Redazione
17 anni fa

Vari residui di pesticidi, medicinali, sostanze cosmetiche e detergenti passano attraverso le maglie degli impianti di depurazione (IDA) tradizionali e si ritrovano in laghi, fiumi e riserve di acqua potabile. Per contenere il problema l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) raccomanda l'ammodernamento di un centinaio di IDA - su oltre 700 - in tutta la Svizzera. Stando all'UFAM, i costi ammontano a 1,2 miliardi di franchi. Le spese supplementari sono stimate a 130 milioni di franchi all'anno, pari al 6% dei costi di gestione attuali degli IDA, hanno indicato oggi i responsabili dell'UFAM in una conferenza stampa a Losanna. L'Ufficio, che dal 2006 raccoglie dati sui microinquinnati e sta elaborando una strategia di lotta, propone di dotare le IDA con strumenti tecnici volti a migliorare l'efficacia della depurazione. All'impianto di depurazione delle acque (IDA) di Regensdorf (ZH) è ad esempio stato testato con successo il metodo dell'ozonizzazione, ha spiegato il vicedirettore dell'UFAM Willy Geiger. E proprio oggi a Losanna è stato avviato un altro progetto pilota, che si fonda sui carboni attivi. Tra i principali microinquinanti vi sono medicinali e prodotti per la cura del corpo. L'UFAM ne pronostica un aumento delle concentrazioni nelle acque soprattutto per due ragioni: la crescita demografica e l'invecchiamento della popolazione. Malgrado i tenori estremamente modesti delle sostanze, i danni all'ecosistema, osservabili su fauna e flora, sono visibili. È stato ad esempio constatato che le sostanze endocrine provocano la femminilizzazione dei pesci maschi. "Le concentrazioni rilevate non costituiscono alcun pericolo per la popolazione", precisa comunque l'UFAM. ATS

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