
Si sa, ambasciator non porta pena. Un detto che Berna ha dovuto rispolverare diverse volte nella giornata di oggi.
Dopo gli avvertimenti del delegato d’affari dell’ambasciata turca Volkan Karagöz (vedi articolo suggerito), i canali diplomatici della Confederazione hanno ricevuto cattive notizie anche dal fronte UE.
Che una soluzione all’applicazione dell’Iniziativa contro l’immigrazione di massa fosse difficoltosa già lo si sapeva, che non si sarebbe giunti a una soluzione prima dell’autunno era invece nell’aria. A preoccupare Berna è l’adesione al programma “Horizon 2020”, messa in discussione dall’ambasciatore dell’UE in Svizzera Richard Jones in un’intervista rilasciata alla Aargauer Zeitung.
Jones consiglia di trovare un’intesa con Bruxelles prima del concretizzarsi della Brexit, in caso contrario i negoziati potrebbero subire un brusco rallentamento: “Dopo la Brexit l’Europa avrà bisogno di tempo per un’approfondita analisi interna e non si potrà procedere in maniera rapida”. Che è quello che si augura la Svizzera, in quanto i tempi per l’applicazione dell’Iniziativa del 9 febbraio iniziano davvero a stringere.
L’ambasciatore consiglia inoltre di trovare una soluzione condivisa: “Non appena inizieranno i negoziati per la Brexit, l’Europa si concentrerà su questo tema e per la Svizzera sarà molto più difficile trovare un accordo in tempi brevi”.
Per Jones sarà necessaria una “soluzione creativa” da ambo el parti, in quanto la posizione di Berna cozza contro i principi inderogabili della libera circolazione delle persone.
Tornando al programma “Horizon 2020”, Jones ritiene che la partecipazione svizzera rischia di saltare. “Il Consiglio federale ha sbagliato a legare l'accordo sulla libera circolazione delle persone con la Croazia ai negoziati con Bruxelles sull'immigrazione”. Se entro febbraio 2017 la Svizzera non avrà ratificato l'estensione della libera circolazione a Zagabria la Confederazione potrà continuare a partecipare al programma solo quale Paese terzo.
Una prospettiva che ha già spaventato molti deputati, per non parlare degli ambienti accademici elvetici.
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