
Dopo la sconfitta di domenica, l'UDC scende nuovamente in campo contro "l'invadenza" del diritto internazionale. Con una serie di interventi parlamentari - se sarà il caso anche con un'iniziativa popolare - il partito vuole modificare la Costituzione, affinché il diritto svizzero abbia la precedenza. Secondo il consigliere nazionale ginevrino Yves Nidegger, la Svizzera ha già ceduto, pezzo dopo pezzo, la propria sovranità legislativa, accettando che giudici stranieri impongano le loro leggi. In una conferenza stampa stamani a Berna, Nidegger ha sostenuto che il pacchetto in votazione lo scorso fine settimana era una scelta strategica, una "tappa decisiva verso la ripresa sistematica, da parte della Svizzera, del diritto dell'UE". La destra nazionalista non ha apprezzato che i fautori della libera circolazione abbiano sbandierato la minaccia di un crollo dell'intero edificio dei bilaterali in caso di vittoria dei "no". Per il vicepresidente dell'UDC Christoph Blocher, la votazione di domenica scorsa era "manipolata". Un caso simile potrebbe ripresentarsi il 17 maggio in occasione della votazione sui passaporti biometrici. La Svizzera è stata costretta a modificare il proprio diritto per riprendere la legislazione legata all'accordo di Schengen. Quest'ultimo dovrebbe essere disdetto in caso di "no". "Ancora una volta - osserva l'UDC - il Consiglio federale ha dunque la possibilità di minacciare il popolo". Perizia "indipenente" alla mano, l'UDC intende convincere che la Svizzera "delega" competenze, in modo illimitato e incontrollato, a organizzazioni internazionali democraticamente poco legittimate. I diritti dell'uomo "costituiscono attualmente una porta aperta alle idee stataliste, ecologiste e collettiviste". "Balivi stranieri", "santuari di votazioni", "sabotaggio della democrazia diretta": l'UDC non è a corto di argomenti e di definizioni nella sua crociata contro l'estensione del diritto internazionale, voluto - secondo Christoph Blocher - da una "élite" che non vuole sottomettersi alla volontà popolare. Per "ristabilire la sovranità della Svizzera", l'UDC chiede che si limitino le regole imperative del diritto internazionale al minimo indispensabile: divieti di promuovere aggressioni belliche, tortura, genocidio o schiavismo. Solo questi criteri dovrebbero essere presi in considerazione per valutare la validità di un'iniziativa popolare. Per il resto, il diritto federale dovrebbe prevalere su quello internazionale. In caso di contraddizione tra un trattato internazioanle e una legge nazionale , il Tribunale federale sarebbe vincolato dalla legge. Per esercitare i propri effetti, ogni norma del diritto internazionale dovrebbe imperativamente trovare riscontro in disposizioni d'applicazione nazionali. NOTA: sostituisce bsi 085, riscritta. ATS
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