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Svizzera
UDC vuole aumentare le riserve di oro della BNS
Redazione
18 anni fa

L'UDC chiede alla Banca nazionale svizzera (BNS) di aumentare le proprie riserve di oro. Il partito ha presentato oggi alla stampa le sue strategie per proteggere la piazza finanziaria elvetica dalla crisi, cogliendo l'occasione per rivendicare ancora una volta l'inserimento del segreto bancario nella Costituzione. Non è più il momento di dilungarsi sull'utilizzo delle riserve di oro in esubero della BNS. L'UDC, che appena sei anni fa voleva che ad approfittarne fosse l'AVS, torna alla carica con un nuovo concetto. "Il terremoto registrato negli ultimi mesi dai mercati finanziari ha provocato una nuova riflessione sulla politica delle riserve auree della BNS", ha dichiarato il presidente del partito Toni Brunner. Per garantire un franco stabile, il nostro istituto di emissione non può più accontentarsi degli 80 miliardi di franchi di riserve monetarie. La BNS deve aumentarli facendo leva sull'oro, "la parte più solida e, a lunga scadenza, la più sicura". L'UDC se la prende inoltre con la Commissione federale delle banche. Le rimprevera di voler assumere le competenze della BNS. L'UDC è favorevole all'autoregolazione e chiede che ci si astenga dall'adottare regolamenti internazionali in modo "affrettato". Il partito è tornato a difendere un "vecchio ritornello": il segreto bancario va ancorato nella Costituzione. "Gli attacchi contro il nostro sistema finanziario e fiscale vanno interpretati come attacchi alla sovranità del nostro paese". Di conseguenza - afferma l'UDC - non vi è motivo di collaborare con l'estero. L'UDC auspica l'inasprimento delle pene che riguardano la trasmissione di dati bancari di clienti senza il loro consenso o senza assistenza giudiziaria. Il partito invita il Consiglio federale a non fare concessioni all'Unione europea (UE) e all'Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici (OCSE). ATS

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