
Crisi energetica e elezioni federali, ma anche libero mercato. Sono questi i due temi principali trattati dai tre partiti che oggi si sono riuniti in assemblea dei delegati. L'UDC si è ritrovato a Baar (Zugo), I Verdi si sono anch’essi riuniti nello stesso cantone, mentre i Verdi liberali hanno scelto Soletta.
“Il messaggio è chiaro, il tempo delle energie fossili è finito”
“Bisogna agire concretamente contro il riscaldamento climatico e la crisi energetica.” È quanto affermato dal presidente dei Verdi liberali Jürg Grossen ai delegati del proprio partito. La minaccia di una grave crisi dell'approvvigionamento energetico è un altro problema che va a sommarsi: "Il messaggio è chiaro, il tempo delle energie fossili è finito", ha dichiarato Grossen. Negli scorsi anni, gli ambienti conservatori hanno sabotato e frenato la necessaria svolta in questo settore, ha accusato il leader dei Verdi liberali. Grossen, nel corso del suo intervento, ha anche proposto una soluzione per far fronte al problema di approvvigionamento energetico, chiedendo la conclusione di un accordo sull'elettricità con l'Unione europea, così come una digitalizzazione della rete elettrica per mettere fine agli sprechi. A corto termine, il governo dovrebbe inoltre stabilire un piano preciso sul modo di procedere in caso di emergenza. "Il tempo stringe", ha avvisato il deputato a Berna, sottolineando come la Svizzera non sia un'isola e dunque sia fondamentale la cooperazione con gli altri Paesi.
"La crisi energetica è l'obiettivo segreto del campo rosso-verde"
La sinistra vuole approfittare della crisi energetica per instaurare una "dittatura ecologista" e "rieducare la popolazione", disinteressandosi delle conseguenze per la gente. È l'accusa lanciata dal presidente dell'UDC Marco Chiesa, secondo cui la politica degli avversari è la causa del "disastro energetico". Per il democentrista, lo scenario catastrofico di una penuria di energia sarebbe "l'obiettivo segreto del campo rosso-verde". Tale penuria permetterebbe alla sinistra di imporre divieti e rinunce, ha proseguito il presidente dell'UDC. "La loro élite privilegiata è contenta" dell'aumento dei prezzi della benzina, anzi vorrebbe farli salire ancora di più, ha rincarato la dose Chiesa, stando al quale l'impatto su famiglie, ceto medio e lavoratori, "non le interessa". I problemi della Svizzera sono "fatti in casa", ha riassunto.
I Verdi se la prendono con il libero mercato
"La nostra società dell'usa e getta, con la sua fede in una crescita illimitata alimentata dal petrolio, non ha futuro", ha avvisato Glättli, aggiungendo che vi è una fiducia cieca nel mercato. Tale ideologia nega la politica e intende il mercato come una legge di natura, evitando ogni responsabilità, ha proseguito.Il mercato tuttavia è fatto dall'uomo, e non da Dio o dalla natura, ha continuato Glättli. Nasce da leggi e regolamenti: in questo modo la politica decide che i ricchi diventano più ricchi e rende l'ambiente malato.
Stando al deputato ecologista, si possono trovare soluzioni per il futuro solo se basate sull'ideale di porre l'economia e la società su fondamenta giuste e sostenibili, valori incarnati dai Verdi. Per Glättli, le proposte del suo partito, sul tavolo da tempo, avrebbero evitato la crisi energetica.
Gli appelli per le prossime elezioni federali
Marco Chiesa ha colto l’occasione per fare un appello a votare UDC alle prossime elezioni federali a tutti quelli che si oppongono a una politica ecologista. “Fino all'appuntamento con le urne dell'autunno 2023, l'approvvigionamento energetico è un dovere d'importanza nazionale e deve essere considerato come una priorità assoluta”, ha affermato Chiesa, parlando di crisi drammatica.
Sul fronte verde liberale il presidente Grossen ha parlato anche degli obiettivi del proprio partito per le elezioni federali del 2022: una percentuale di voti di oltre il 10%, il ritorno nel Consiglio degli Stati e una poltrona in governo.

