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UDC infuriata per l'acquisizione di Vodafone: "Condanniamo le avventure all'estero"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Keystone-ats
2 anni fa
"L'UDC condanna fermamente le avventure all'estero delle aziende statali svizzere", si legge in un comunicato diffuso in mattinata. "Le imprese che godono di una garanzia statale di fatto non devono mettere a repentaglio in modo sconsiderato il denaro dei contribuenti".

L'Unione democratica di centro (UDC) reagisce molto negativamente all'annuncio della firma del contratto di acquisizione di Vodafone da parte di Swisscom, un'operazione da 8 miliardi di euro. "L'UDC condanna fermamente le avventure all'estero delle aziende statali svizzere", si legge in un comunicato diffuso in mattinata. "Le imprese che godono di una garanzia statale di fatto non devono mettere a repentaglio in modo sconsiderato il denaro dei contribuenti. Se la direzione si comporta in modo negligente, il Consiglio federale deve agire contro il Consiglio di amministrazione e la direzione con un'azione di responsabilità" (cioè quella promossa in tribunale nei confronti degli amministratori che danneggiano un'azienda).

"Swisscom ha già perso miliardi in diversi Paesi"

Evidentemente Swisscom non ha imparato nulla dal suo passato, argomentano i vertici del maggiore partito elvetico. L'operatore ha ha già perso miliardi in Germania, Ungheria e Malaysia. Anche in Italia l'impresa ha lasciato per strada del denaro, sostiene l'UDC. "Volersi impegnare di nuovo all'estero è un atto di estrema irresponsabilità". Già nel 2005 Swisscom ha tentato di rilevare la società irlandese Eircom. Si è ritirata dall'affare solo dopo che il Consiglio federale - che rappresenta l'azionista di maggioranza, la Confederazione - ha minacciato il Cda di avviare un'azione di responsabilità. Giustamente, sostiene l'UDC, come è emerso ben presto: nel 2011, Eircom ha avviato una procedura di insolvenza a causa di una montagna di debiti per un totale di 4 miliardi di euro. La formazione politica situata a destra nello scacchiere politico chiede al Consiglio federale di stabilire limiti chiari per la gestione di Swisscom. Il "comportamento negligente della dirigenza" deve inoltre essere fermato con un'azione di responsabilità. La strategia quale proprietario dell'azienda deve includere "un divieto obbligatorio di avventure all'estero": le eccezioni dovranno essere autorizzate solo dal parlamento.