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Svizzera
UDC: "Filo spinato al confine"
UDC: "Filo spinato al confine"
UDC: "Filo spinato al confine"
Redazione
10 anni fa
Per far fronte "all'invasione senza precedenti di rifugiati", il partito propone di transennare la frontiera verde

Andreas Glarner, specialista di politica d'asilo per l'Unione democratica di centro (UDC), prevede "un'invasione di rifugiati" in Svizzera. Per farvi fronte propone di chiudere i confini con filo spinato e chiede ai comuni di non accettare più alcun richiedente asilo. I confini francesi sono chiusi, l'Austria sta facendo altrettanto e la via balcanica dei migranti è bloccata. L'unico percorso praticabile verso l'Europa è attraverso l'Italia, che non è però un Paese a cui mirano i profughi. Essi giungeranno quindi in Svizzera, osserva il consigliere nazionale dell'UDC in un'intervista pubblicata oggi da "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". La Svizzera - aggiunge - deve quindi transennare i propri confini con del filo spinato. E i comuni dovrebbero prendere esempio da Oberwil-Lieli, località argoviese dove il sindaco e gli abitanti hanno preferito pagare una tassa piuttosto che accogliere dei rifugiati. Fintanto che i comuni li accettano, Berna continuerà a lasciare venire nella Confederazione gente di ogni genere, sostiene Glarner. Anche i cantoni temono che la Svizzera la prossima estate sia confrontata con un'ondata senza precedenti di migranti provenienti dall'Italia. I direttori di Giustizia e Polizia in marzo hanno chiesto al Consiglio federale di considerare una limitazione numerica dei profughi. Confederazione, Cantoni e Comuni si sono accordati per un piano d'urgenza, che, in particolare, prevede anche il dispiegamento dell'esercito alle frontiere. Secondo Ueli Maurer, ex ministro democentrista della difesa e attuale ministro delle finanze, è comunque impossibile controllare tutte le 700'000 persone che ogni giorno attraversano la frontiera. Andreas Glarner la vede però diversamente: l'UDC non vuole una chiusura dei confini che porterebbe al collasso economico, ma una chiusura della cosiddetta frontiera verde. Inoltre, bisogna ritornare ad un controllo sistematico delle dogane: "Un segnale del genere - afferma nell'intervista odierna - avrebbe fortissime ripercussioni sull'immigrazione" e le dogane potrebbero già compiere una prima decisa selezione tra i migranti. L'esperto dell'UDC propone anche di non prendere più in considerazione ogni richiesta di asilo. "Di fronte a una tale migrazione di massa, si può ammettere che non sia possibile esaminare tutte le richieste". E, comunque, a suo parere nessuna domanda d'asilo in Svizzera è giustificata. I siriani, che costituiscono il 12% dei profughi, sono i soli "veramente minacciati". Ma a ben vedere non avrebbero diritto all'asilo "poiché giungono da noi attraverso Paesi terzi considerati sicuri".

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