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Svizzera
"UDC e PLR, problemi dopo il 9 febbraio"
Redazione
11 anni fa
Il presidente democristiano svizzero Darbellay critica democentristi e liberali. L'intesa fra UDC, PLR e PPD scricchiola

Scricchiola già l'intesa raggiunta da UDC, PLR e PPD lo scorso 27 marzo per rafforzare la piazza economica svizzera. Il presidente dei democristiani svizzeri Christophe Darbellay oggi nelle colonne del Matin Dimanche deplora che la questione degli accordi bilaterali non sia stata discussa. "Dal 9 febbraio 2014 l'UDC si è radicalizzata", afferma il consigliere nazionale vallesano, facendo riferimento all'accettazione da parte di popolo e Cantoni dell'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa".

Tuttavia i democentristi non sono "l'unico problema del dopo 9 febbraio. Critico anche i radicali svizzero tedeschi che, paralizzati dall'UDC, non vogliono parlare di bilaterali prima delle elezioni federali" di quest'autunno. "È un errore che ci farà perdere tempo prezioso. La miglior soluzione per ridurre l'immigrazione nel nostro Paese è formare molti più giovani in settori in cui manca la manodopera".

Per il presidente del PPD, le critiche non guastano l'intesa dei tre partiti borghesi: "ci siamo accordati su un progetto economico preciso. È tutto qui. Per il resto ognuno fa la sua vita".

Darbellay è critico anche nei confronti del consigliere federale Johann Schneider-Ammann (PLR), capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), che a suo avviso "non fa un granché" nel settore della formazione professionale, se non proporre "provvedimentucci".

Per il vallesano bisognerebbe "discutere con la cinquantina di imprese più importanti" del Paese per 'incitarle a impegnarsi maggiormente nella formazione'. Inoltre la Confederazione dovrebbe dare l'esempio nell'amministrazione e in tutte le imprese che detiene, come le FFS o Swisscom, offrendo l'impiego, a parità di qualifiche, a persone residenti in Svizzera.

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