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Svizzera
UDC: critiche a governo per crisi finanziaria
Redazione
17 anni fa

La crisi finanziaria e la bufera sul segreto bancario hanno "scaldato gli animi" dei delegati dell'Unione democratica di centro (UDC), riuniti oggi in assemblea a La Brévine (NE). Il presidente Toni Brunner ha criticato l'agire del Consiglio federale, accusato di essersi lasciato superare dagli eventi. I democentristi hanno inoltre raccomandato di votare "no" all'aumento dell'IVA per colmare il debito dell'assicurazione invalidità (AI). La Svizzera si trova al centro di una "guerra fiscale", ha detto il consigliere nazionale ginevrino Yves Nidegger. Una coalizione di grandi potenze vuole distruggere la piazza finanziaria - ha aggiunto - e il Consiglio federale ha già capitolato. A rincarare la dose ci ha poi pensato Brunner, secondo cui il risultato dell'azione del governo è "deprimente". L'esecutivo avrebbe sottovalutato i rischi legati alla concentrazione dell'attività finanziaria nelle mani delle grandi banche e avrebbe sbagliato nel valutare gli effetti della crisi sull'economia reale. Per Brunner il governo ha pure tradito i clienti delle grandi banche, consegnando alle autorità giudiziarie statunitensi dati di clienti di UBS. A suo avviso, Berna deve dotarsi di una politica indipendente, anche a costo di finire su una lista nera dei paradisi fiscali. L'UDC intende difendere ad ogni costo il segreto bancario, ancorandolo nella Costituzione. A questo proposito, il partito ha ribadito le proprie posizioni: mantenere la differenziazione tra evasione e frode fiscale, infliggere pene severe per chi viola il segreto bancario e istituire una commissione d'inchiesta parlamentare che indaghi sulla consegna dei dati dei clienti UBS. L'UDC ha d'altronde confermato che non intende lanciare un'iniziativa per il segreto bancario; per ragioni di tempo si sceglierà la via del Parlamento. Le sezioni cantonali sono comunque libere di sostenere l'iniziativa dell'UDC ticinese e della Lega, ha detto il presidente Toni Brunner. I delegati democentristi hanno inoltre chiesto di porre un limite ai salari dei manager delle grandi banche, hanno rivendicato un seggio della Confederazione nel consiglio di amministrazione di UBS e hanno proposto di suddividere i giganti bancari in unità più piccole. Alcuni delegati hanno arricciato il naso, ricordando che le proposte erano state formulate in origine dal Partito socialista. Con 382 voti favorevoli e un solo contrario, i delegati hanno inoltre raccomandato di votare "no" il prossimo 27 settembre all'aumento, per un periodo di sette anni, dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) per colmare il debito dell'assicurazione invalidità (AI). ATS

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