
L'UDC non ne vuol sapere di un accordo di libero scambio agricolo con l'UE. "Ciò significherebbe sacrificare i contadini svizzeri e - afferma - servirebbe soltanto a spianare segretamente il terreno a un'adesione". Il partito invita dunque la ministra dell'economia Doris Leuthard a rompere i negoziati. Come al solito, l'UDC se l'è presa con "gli inchini e le riverenze" del Consiglio federale di fronte all'Unione europea (UE). "Il consenso della coalizione composta di PS, PLR e PPD all'introduzione unilaterale incomprensibile del principio del 'Cassis de Dijon' mostra che il parlamento segue l'onda", ha dichiarato oggi alla stampa il presidente del partito Toni Brunner. "E come se tutto ciò non bastasse, Doris Leuthard aspira sempre al libero scambio agricolo, ignorando i cambiamenti sul piano della politica estera". Secondo l'UDC, la Svizzera sta subendo una guerra economica mossa nei suoi confronti. In questo contesto, un accordo con l'UE sarebbe una catastrofe. Andrebbero perse decine di migliaia di posti di lavoro. Interi settori sarebbero minacciati, in particolare per quanto riguarda le colture che necessitano di molta manodopera (frutta, legumi, viticoltura). L'UDC esige dunque la sospensione dei negoziati e chiede che il principio del 'Cassis de Dijon' non venga introdotto in Svizzera in maniera unilaterale. Secondo Toni Brunner, il Consiglio federale "deve concentrare la sua politica agricola su una produzione autonoma, che risponda alle norme del mercato". ATS
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