
I delegati dell'Unione Democratica di Centro (UDC) del canton Berna, riuniti a Thun, si sono espressi questa sera contro un'eventuale esclusione della sezione grigionese dal partito nazionale. Sempre questa sera la sezione di Basilea Città si è invece schierata dietro l'UDC svizzera, in un voto consultivo con 78 membri favorevoli all'espulsione, 2 contrari e 4 astenuti. Dopo due ore di acceso dibattito, i delegati bernesi, per 256 voti a 222, hanno deciso di seguire la linea del comitato direttivo cantonale del partito. Quest'ultimo si era pronunciato una settimana fa, per 21 a 6, contro l'esclusione dai ranghi del partito nazionale dei grigionesi, se la loro consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf non avesse lasciato l'UDC, poiché una tale esclusione "avrebbe chiaramente infranto legge e statuti". Anche se non contento della mancata rielezione in governo di Christoph Blochers, il comitato si era detto "contro ogni forma di minaccia e costrizione". Questa sera, il consigliere federale Samuel Schmid ha lodato il comitato direttivo cantonale per il tuo tentativo di mediazione e pacificazione e ha ricordato ai delegati che anch'egli, secondo il partito nazionale, non avrebbe più diritto a definirsi dell'UDC, ma che non gli passa per la mente di seguire tale ordine. Il presidente della sezione bernese, Rudolf Joder, ha affermato che non bisogna gettare olio sul fuoco e che l'UDC bernese, seconda per importanza dopo quella zurighese, intende contribuire a risolvere la questione in modo costruttivo. E la maggioranza dei delegati riuniti a Thun ha ritenuto che i 3000 membri dell'UDC "non devono essere messi in carcerazione preventiva". Finora l'UDC di Zurigo, Ginevra, Ticino, San Gallo, Argovia, Lucerna, Svitto, Obvaldo, Vallese e Basilea Campagna si erano espresse per l'esclusione della ministra di giustizia e polizia nonché della sezione del canton Grigioni. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

