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Svizzera
Uccise uno scooterista mentre guidava con il telefonino
Uccise uno scooterista mentre guidava con il telefonino
Uccise uno scooterista mentre guidava con il telefonino
Redazione
7 anni fa
Il TF ha confermato la condanna a 2 anni sospesi per giovane neocastellano, riconosciuto colpevole di omicidio colposo

Il Tribunale federale (TF) ha confermato la condanna a due anni di carcere sospesi per due anni inflitta a un automobilista che, gli occhi rivolti sul suo smartphone mentre si trovava alla guida, travolse e uccise uno scooterista in località Crêt-du-Locle (NE) il 1. settembre 2016.

I fatti risalgono come detto al settembre di tre anni fa. L’allora 26enne aveva tagliato la strada a un 52enne padre di famiglia di Crêt-du-Locle mentre stava entrando nel parcheggio della ditta in cui lavorava. Inizialmente non si era accorto di nulla e il corpo dello sventurato scooterista era stato trascinato per 16 metri.

L’inchiesta di Polizia aveva stabilito che al momento dell’incidente il 26enne stava smanettando con il suo telefonino. In prima istanza il Tribunale criminale delle Montagne e della Val-de-Ruz lo aveva riconosciuto colpevole di omicidio colposo e condannato a 14 anni di carcere sospesi. Un ricorso della Procura neocastellana era stato accolto il 13 novembre scorso dal Tribunale cantonale e la pena era stata inasprita a 2 anni di carcere sospesi.

Sia la procura che l’imputato avevano in seguito ricorso al Tribunale federale. L’automobilista aveva chiesto una riduzione della pena, il Ministero pubblico una condanna per omicidio con dolo eventuale a 5 anni e mezzo di carcere.

I supremi giudici losannesi hanno dato torto a entrambe le parti confermando la sentenza del Tribunale cantonale di Neuchâtel. Per la Corte l’automobilista non ha agito per dolo eventuale, chesussiste “laddove l'agente ritiene possibile che l'evento o il reato (in questo caso la morte dello scooterista) si produca e, cionondimeno, agisce poiché prende in considerazione l'evento nel caso in cui si realizzi e lo accetta, pur non desiderandolo.

“L’automobilista ha sì utilizzato il telefono alla guida, ma conosceva bene la strada e la sua velocità era piuttosto bassa - si legge nella sentenza – Pertanto non si può affermare che con il suo comportamento abbia accettato la morte di qualcuno come conseguenza delle sue azioni”.

(Sentenze 6B_259/2019 e 6B_286/2019 del 2 aprile 2019)

nic

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