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Svizzera
Uccise poliziotto durante sfratto: 20 anni di carcere
Redazione
14 anni fa

E' stato condannato oggi a 20 anni di carcere l'uomo che lo scorso anno, durante uno sfratto coatto, uccise un poliziotto a Schafhausen, nell'Emmental bernese. Il Tribunale regionale dell'Emmental-Oberargau ha ritenuto l'accusa di assassinio e tentato assassinio. L'uomo, un 37enne, sparò con la pistola militare contro due poliziotti giunti al suo domicilio per eseguire lo sfratto: un agente rimase ucciso e l'altro ferito. Il tribunale lo ha pure condannato a risarcire la famiglia dell'agente defunto e di quello ferito: si tratta di una somma che non è stata rivelata, ma che si compone di sei cifre. La corte era chiamata a stabilire se qualificare il fatto di sangue come assassinio o come omicidio intenzionale; ha ritenuto la richiesta dell'accusa, secondo cui l'imputato ha agito senza scrupoli e in modo particolarmente subdolo, non lasciando ai poliziotti alcuna "chance". L'accusato, che non ha dato segnali di pentimento e nel processo si è rifiutato di rispondere a quasi tutte le domande, si è limitato a dire di non essere mentalmente malato e di non avere bisogno di alcuna perizia psicologica. La psichiatra che lo ha visitato ha riferito di non essere in grado di tracciare un profilo dell'imputato, in quanto agli appuntamenti si presentava teso e aggressivo. A una precisa domanda della difesa la specialista ha ammesso che vi sono dubbi riguardo alla capacità di intendere e di volere dell'accusato. Il dramma è avvenuto il 24 maggio 2011. I due poliziotti accompagnavano un impiegato dell'ufficio esecuzioni: il terzetto si era presentato alla porta dell'accusato, che da mesi non pagava l'affitto, ma questi non aveva aperto, nascondendosi all'interno dell'abitazione. Con il consenso del proprietario dell'alloggio i tre funzionari erano penetrati all'interno con la forza. L'inquilino si era rifugiato in camera da letto: quando i poliziotti arrivarono aprì il fuoco: vari colpi raggiunsero un agente, senza giubbotto antiproiettile, che morì sul posto. Il secondo poliziotto rimase ferito non gravemente a un braccio, mentre l'impiegato dell'ufficio esecuzioni riuscì a mettersi in salvo. Grazie all'arrivo di rinforzi il forsennato venne arrestato. La vittima - padre di famiglia con due figli - aveva 39 anni. I colpi furono sparati con una pistola dell'esercito che l'uomo in realtà avrebbe già dovuto restituire quando, nel 2007, era stato radiato dalle forze armate per motivi medici. Alla luce di questo caso il capo dell'esercito André Blattmann aveva avviato un'inchiesta e nel giugno 2011 aveva deciso di applicare con maggior rigore gli ordini di ritiro delle armi d'ordinanza. ATS

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