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Svizzera
Uccise la compagna a martellate, confermati 18 anni di carcere
Redazione
5 anni fa
La corte conferma la sentenza di primo grado, dichiarandolo colpevole di assassinio e tentato assassinio

Un 56enne che aveva ucciso la sua compagna 39enne a martellate nel 2018 a Briga (VS) davanti agli occhi della figlia è stato condannato in appello dal tribunale cantonale vallesano a 18 anni di reclusione. La corte conferma la sentenza di primo grado, dichiarandolo colpevole di assassinio e tentato assassinio, si legge in una nota odierna. L’uomo, ex esponente locale del PPD, aveva strangolato la compagna - madre dei suoi due figli - finché perdesse conoscenza il 15 luglio 2017 e poi l’aveva uccisa il 2 marzo 2018 colpendola 15 volte con un mazzotto mentre era seduta sul divano.

Cresciuto in una famiglia della classe media a Briga, era rimasto senza lavoro e indebitato nel settembre 2017. Dopo aver perso l’impiego si era rifiutato di rivolgersi all’assistenza sociale. Quando il 2 marzo 2018, dopo un ultimatum scaduto, l’ufficio esecuzioni e fallimenti aveva voluto intervenire per recuperare le chiavi della sua casa per venderla all’asta, il suo castello di bugie era improvvisamente crollato. Dopo aver accompagnato la figlia maggiore dalla madrina, aveva litigato con la compagna e l’aveva uccisa.

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