
Il Tribunale cantonale di Berna ha condannato una ex pugile a 18 anni di carcere per l'assassinio del marito. In primo grado per lo stesso crimine era stata pronunciata una pena di 16 anni di reclusione. L'oggi 37enne, di origine brasiliana, era accusata di aver ucciso il coniuge, 61enne di nazionalità svizzera, a colpi di mazza da baseball in un appartamento di Interlaken (BE) nell'autunno del 2020.
Espulsione dalla Svizzera per 14 anni
Contro la donna i giudici della prima corte penale del tribunale hanno anche disposto l'espulsione dalla Svizzera per quattordici anni. Sono giunti alla conclusione che l'ex sportiva di alto livello ha commesso il reato in modo particolarmente crudele e a sangue freddo. Ancora oggi non mostra alcun rimorso. L'omicidio deve quindi essere qualificato come assassinio. La donna ha sempre negato con veemenza il reato, motivo per cui la più alta corte bernese, per pronunciare il verdetto di colpevolezza, ha dovuto basarsi su indizi, giudicati convincenti. Per il tribunale la relazione tra i due coniugi era gravemente compromessa, cosa che a suo avviso risulta anche dalla scena del crimine: la donna ha distrutto il cellulare del marito e la fede nuziale della vittima è stata trovata in una pozza di sangue.
Nessun intervento di altre persone
L'autore dell'assassinio doveva disporre della chiave dell'appartamento, ritiene la prima corte penale del Tribunale cantonale. L'ipotesi che una terza persona si sia arrampicata sul balcone e da lì sia entrata nell'alloggio da una porta aperta è poco plausibile. È pure assodato che solo la donna sapeva in quale armadio era riposta la mazza da baseball. Sulle scarpe dell'imputata sono stati trovati anche schizzi di sangue della vittima, cosa che, secondo l'alta corte, poteva essersi prodotta solo la sera del delitto. Inoltre, un testimone ha visto l'auto della donna vicino alla scena del crimine all'ora dei fatti. Non c'è ragione di dubitare delle sue asserzioni. I giudici respingono anche la tesi della difesa secondo cui l'istruttoria è stata lacunosa e in cui, sin dall'inizio, gli inquirenti si sono fissati sull'ipotesi di colpevolezza della giovane moglie. La polizia ha seguito molte piste, conducendo oltre 60 interrogatori, replica il tribunale.
Era insieme al figlio di 9 anni
La corte ha anche tenuto conto del fatto che l'imputata è entrata nell'appartamento della vittima insieme al figlio, di nove anni, la mattina dopo il delitto e gli ha fatto tenere in mano la mazza da baseball insanguinata. Lo ha anche fatto passeggiare per casa e attorno al cadavere. Per i giudici l'ex pugile intendeva così eliminare la prova che l'arma del delitto era stata utilizzata da lei e confondere le su tracce. L'avvocato difensore aveva chiesto l'assoluzione dell'imputata, mentre il pubblico ministero una pena detentiva di 18 anni e mezzo nonché l'espulsione dal territorio nazionale per quattordici anni. La sentenza può ancora essere contestata davanti al Tribunale federale.
Cosa era successo
Il cadavere del coniuge, un noto ristoratore di Interlaken, fu trovato la sera del 18 ottobre 2020. Presentava segni di grande violenza. La donna era stata fermata poche settimane più tardi, il 9 novembre, e da allora posta in detenzione preventiva. Appassionata di arti marziali, aveva vinto nel 2018 il titolo di campionessa mondiale della più grande federazione pugilistica del mondo, la World Boxing Association. Gestiva anche una palestra di boxe nella località dell'Oberland bernese.

