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Svizzera
Uccise bimbo scuotendolo, confermata la pena
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
6 anni fa
Nel 2014 aveva ucciso il figlio della compagna di due anni e mezzo, il Tribunale federale ha confermato la condanna a 13 anni

Il Tribunale federale (TF) ha confermato la pena di 13 anni di reclusione per un uomo che nel 2014 aveva scosso con tale violenza da ucciderlo il figlio di due anni e mezzo della compagna. L’imputato, ora 42enne, è stato condannato per omicidio intenzionale e per ripetute lesioni semplici. La pena era stata inflitta in prima istanza dal Tribunale distrettuale di Baden (AG) nel settembre del 2017 e poi avallata da quello cantonale nel luglio del 2019. L’uomo era andato a vivere con la madre del piccolo nella primavera del 2014 e accudiva il bambino durante le assenze della donna, che lavorava in ambito sanitario. Il piccolo, che era considerato iperattivo, iniziò a presentare diverse ferite: ematomi, bruciature e una commozione cerebrale. L’autopsia ha poi rilevato numerose lesioni precedenti al giorno della morte, fra cui un’emorragia cerebrale e la frattura di tre costole; indizi che il bambino aveva subito maltrattamenti per diversi mesi.

La madre, di nazionalità tedesca, è stata a sua volta giudicata in primo grado responsabile di ripetute lesioni colpose commesse per omissione e condannata a 8 mesi di detenzione con la condizionale. Contrariamente all’uomo, non ha presentato ricorso. Con la sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ha respinto tutte i ricorsi dell’imputato, che sostanzialmente chiedeva di essere giudicato per omicidio colposo e non intenzionale, e considerava la pena eccessiva. I giudici della corte suprema con sede a Losanna hanno ha ribadito che si è trattato di un processo indiziario, il cui quadro complessivo ha portato alla convinzione che l’uomo doveva supporre che i brutali maltrattamenti potessero portare alla morte del bambino.

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