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UBS vola, risultati sopra le attese
UBS vola, risultati sopra le attese
UBS vola, risultati sopra le attese
Redazione
8 anni fa
Tra aprile-giugno la più grande banca svizzera ha realizzato un utile di 1,28 miliardi, con una progressione annua del 9%

Buon trimestrale per UBS, che guadagna di più che in passato e anche più di quanto fosse nelle previsioni: nel periodo aprile-giugno la più grande banca svizzera ha realizzato un utile netto di 1,28 miliardi di franchi, con una progressione annua del 9%. Gli analisti hanno espresso commenti positivi e in borsa sono fioccati gli ordini di acquisto.

Il risultato ante imposte è salito del 12% a 1,68 miliardi: corretto dagli effetti straordinari si attesta a 1,81 miliardi, ha indicato stamane l'istituto.

"Sono soddisfatto dei risultati", afferma in un comunicato il presidente della direzione Sergio Ermotti, che definisce "solide" le cifre presentate. Dello stesso avviso si sono mostrati gli esperti finanziari, che si attendevano un bilancio meno performante. L'effetto sul mercato dei capitali non è mancato: a Zurigo a metà mattinata il titolo UBS guadagnava oltre il 4%.

Nel dettaglio, i ricavi operativi sono saliti a 7,55 miliardi, segnando una progressione del 4%, mentre i costi sono aumentati pure quasi del 4% a 5,88 miliardi. Il rapporto fra oneri e proventi (Cost-Income-Ratio) si è attestato al 77,5%: a medio termine UBS punta a raggiungere il 75%.

La nuova unità di amministrazione patrimoniale Global Wealth Management (GWM) ha registrato deflussi netti di denaro per 1,2 miliardi di franchi, a causa soprattutto delle attività in Nordamerica: hanno avuto un impatto gli effetti stagionali di natura fiscale e un programma di acquisto di azioni per i dipendenti.

L'unità GWM ha generato un utile ante imposte rettificato di 1,08 miliardi di franchi, in progressione del 7%. I proventi netti ricorrenti da commissioni e i ricavi da interessi netti hanno entrambi registrato un aumento.

Un balzo del 44% - grazie fra l'altro a un aumento nella negoziazione di azioni - è stato osservato per il risultato prima delle imposte rettificato dell'investment banking, salito a 605 milioni. In calo risulta per contro il comparto asset management (-5% a 126 milioni).

Gli averi in gestione sono leggermente aumentati a 3242 miliardi, rispetto ai 3155 miliardi registrati a fine marzo. L'organico - espresso in posti di lavoro a tempo pieno - è passato da 46433 a 46'597 unità.

Nell'insieme del primo semestre UBS ha conseguito un utile netto di 2,80 miliardi, in rialzo del 15% rispetto allo stesso periodo del 2017, e ricavi operativi per 15,25 miliardi (14,80 miliardi nella prima parte dell'anno scorso).

Al capitolo prospettive, UBS vede i mercati sempre spinti dalle prospettive di crescita economica globale. Le persistenti tensioni geopolitiche e l'aumento del protezionismo smorzano però l'entusiasmo degli investitori. La banca prevede un graduale incremento dei tassi di interesse sul dollaro statunitense, il che dovrebbe in generale favorire i profitti netti nel settore dell'amministrazione patrimoniale. Come già nel primo semestre, il modello operativo diversificato della banca dovrebbe permettere all'azienda di effettuare ulteriori progressi nel raggiungimento degli obiettivi strategici e finanziari, si dicono convinti i vertici.

UBS sostiene inoltre di avere una posizione patrimoniale molto solida, con un coefficiente patrimoniale CET1 del 13,4%, un indice di leva finanziaria CET1 del 3,75% e una capacità totale di assorbimento delle perdite pari a 81 miliardi di franchi.

La banca ha fatto anche passi avanti nello spinoso campo dei dossier legali aperti. Ha infatti concluso un accordo extragiudiziale da 850 milioni di dollari (843 milioni di franchi) riguardante la vendita di titoli garantiti da prestiti ipotecari subprime (RMBS). Complessivamente gli accantonamenti per far fronte a vecchie vertenze legali sono cresciuti di 111 milioni di franchi a 2,44 miliardi. Questo testimonia il fatto che la società non ha ancora archiviato importanti casi, quali il procedimento concernente RMBS con il Dipartimento di giustizia americano (DoJ) o la vicenda relativa alla Francia, dove UBS è accusata di complicità in evasione fiscale.

UBS è una delle prime banche europee ad aver pubblicato i conti trimestrali. Anche gli istituti americani hanno mostrato utili in progressione nel secondo trimestre: questo grazie alla buona congiuntura, all'aumento dei tassi di interesse e alla riforma del presidente americano Donald Trump.

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