
La maggioranza dei commentatori della stampa svizzera vede nero per il segreto bancario, dopo la breccia aperta mercoledì dagli Stati Uniti. Secondo la "Neue Zürcher Zeitung" la piazza finanziaria elvetica si trova "con le spalle al muro". L'UBS, l'autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) e il Consiglio federale si sono decisi a compiere un passo grave, la cui utilità è ancora poco chiara. "Il segreto bancario è ormai passato alla storia, anche se il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz al momento non lo riconosce ancora", scrive la "Südostschweiz". Non è più che un mito, gli fa eco il "Tages-Anzeiger". Entrambe le testate attribuiscono la responsabilità di questa situazione all'ex numero uno di UBS Marcel Ospel e alla sua aggressiva strategia di espansione, con la conseguenza che la piazza finanziaria elvetica si vede ora privare di un vantaggio concorrenziale importante. "Le Temps" paragona la sconfitta della Svizzera a quella della flotta napoleonica nella battaglia di Trafalgar (1805): "le pressioni provenienti dall'estero erano forti, ora diventeranno schiaccianti", si rammarica la testata. Secondo il quotidiano romando forse sarà possibile salvare il segreto bancario in quanto tale, ma risulterà difficile mantenere la differenza fra frode e semplice evasione fiscale. Il peggio comunque deve ancora arrivare, sostiene "Le Quotidien Jurassien", perché ormai gli Usa hanno il coltello dalla parte del manico e non si accontenteranno dei nomi forniti. Inoltre i paesi europei si butteranno nella breccia aperta: un punto, questo, sottolineato anche da numerosi altri opinionisti. La "Tribune de Genève" mette in luce il paradosso che UBS sta contribuendo ad affossare il segreto bancario in modo molto più efficace di coloro che l'hanno sempre criticato. Le banche che rimarranno floride domani saranno qualle che sin da oggi punteranno su altri argomenti per attirare i clienti, aggiunge il commentatore. Meno pessimista appare per contro "L'Agéfi": il quotidicano economico romando assicura che il segreto bancario rimane "sano e salvo", semplicemente la decisione di comunicare i nomi dei clienti UBS dimostra che la normativa elvetica non protegge chi commette frode fiscale. Molti commentatori ricordano anche come a creare i problemi sia una società che ha beneficato di un enorme aiuto pubblico, "un gigante bancario svoradimensionato", secondo "La Liberté". "UBS ha assunto una tale importanza nel paese che siamo diventati tutti suoi ostaggi", conclude il foglio friburghese. ATS
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