
Per il presidente del partito socialista svizzero Christian Levrat i vertici di UBS hanno perso ogni credibilità: "non credo più a una parola di quanto racconta Kurer", afferma il consigliere nazionale friburghese in un'intervista pubblicata oggi dal "Blick". A suo avviso i vertici della banca non solo devono rassegnare le dimissioni, ma anche risarcire i danni che hanno causato. Sotto pressione a causa di articoli di stampa, ieri UBS ha diramato un comunicato in cui smentisce che Peter Kurer e Marcel Rohner, presidenti rispettivamente del consiglio di amministrazione e della direzione di UBS, fossero stati in passato al corrente delle frodi fiscali commesse negli USA con la complicità dei consulenti dell'istituto. Ma per Levrat queste affermazioni non sono da prendere come oro colato: "l'UBS si sta impegolando sempre più profondamente in una rete di bugie che sta incredibilmente indebolendo la banca", sintetizza il politico socialista. "Veniamo a sapere quasi quotidianamente di nuove irregolarità: questo è veleno per la credibilità dell'istituto e dei suoi dirigenti". Kurer e Rohner devono quindi andarsene, come richiesto nel frattempo anche da alcuni politici borghesi? "In primo luogo devono finire in tribunale", taglia corto Levrat. "Le dimissioni sarebbero degli effetti collaterali automatici". Secondo il deputato socialista la banca deve avviare una causa legale contro i dirigenti che negli anni scorsi l'hanno portata sull'orlo del baratro. A questo proposito il governo elvetico potrebbe fare pressioni: "ma a quanto pare non c'è la volontà di farlo". "Il consigliere federale Hans-Rudolf Merz non è evidentemente all'altezza della situazione: il modo in cui ha condotto il dossier riguardante il segreto bancario e la crisi fiscale con gli Stati Uniti è catastrofico", sostiene Levrat. Il PS aiuterà Christoph Blocher a dividere la banca in diversi segmenti, se necessario anche attraverso un'iniziativa popolare? Levrat risponde che si può agire in modo più rapido in parlamento, già a partire da giovedì nella Commissione finanze del Nazionale, dove sono pendenti tre mozioni dello stesso presidente PS: la prima chiede la divisione della banca, la seconda auspica la limitazione degli stipendi al livello in uso nella Posta e la terza pretende che sia designato un rappresentante della Confederazione in seno a UBS. In generale però Levrat dubita che l'UDC farà seguire atti concreti alle parole: l'invito a un incontro fra i due partiti per determinare una posizione comune è finora caduto nel vuoto. Secondo il presidente del PS una mozione su UBS potrebbe essere approvata dai due rami del parlamento entro giugno e il Consiglio federale si troverebbe quindi presto con un chiaro incarico. Per raggiungere lo stesso risultato con un'iniziativa popolare ci vorrebbero per contro quattro anni. ATS
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