
Il Consiglio federale deve cambiare rotta e negoziare col governo statunitense: ad esigerlo è il Partito socialista svizzero (PS) in relazione ai casi di presunta frode fiscale che hanno coinvolto clienti americani di UBS. "I vertici della banca sapevano e devono finire dietro le sbarre", ha tuonato oggi il presidente del PS Christian Levrat durante una conferenza a Berna. In vista della riunione governativa di domani, il PS ha oggi presentato una serie di misure per affrontare la pressione internazionale che attanaglia il sistema finanziario elvetico e UBS in particolare . "Incombe un grounding, il governo deve finalmente darsi da fare", ha affermato Levrat. Il presidente socialista ha attaccato duramente soprattutto il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz, giudicato troppo passivo. Ma Levrat non ha risparmiato critiche nemmeno ai dirigenti di UBS, considerati responsabili dei problemi sorti negli Stati Uniti. "Non credo una parola quando dicono che non sapevano niente", ha detto Levrat in relazione ai casi di presunta frode fiscale che hanno coinvolto UBS. La settimana scorsa la banca aveva deciso di fornire i dati di 300 clienti statunitensi senza aspettare la conclusione della normale procedura giudiziaria, una mossa che aveva suscitato un polverone. Per fronteggiare la situazione, il PS ha formulato cinque tesi, che riprendono varie proposte già fatte in passato. Tra queste figura la soppressione della distinzione tra evasione e frode fiscale: "non si tratta di violare la sfera privata dei cittadini onesti, ma di contrastare gli abusi che indeboliscono le casse di altri Stati". ATS
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