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Svizzera
UBS: riflettori puntati "sull'era Ospel"
Redazione
16 anni fa
In mattinata l'assemblea generale della Banca. Grande attesa sul voto del discarico e sui conti 2009

Riflettori oggi ancora una volta puntati su UBS: gli azionisti della grande banca si riuniscono a partire dalle 10.30 in assemblea generale per approvare i conti 2009. A far discutere, oltre al tema sempre caldo delle retribuzioni dei top-manager, sarà però soprattutto la proposta dei vertici di concedere il discarico agli amministratori della fallimentare era Ospel, liberando i manager dalle loro responsabilità: l'esito del voto è considerato incerto. La riunione ordinaria è stata preceduta da anticipazioni riguardo allo stato di salute dell'istituto, che appare in miglioramento. L'utile anteimposta dovrebbe attestarsi almeno a 2,5 miliardi di franchi, ha fatto sapere lunedì la banca. I deflussi di fondi della clientela si sono «rallentati»: al netto 18 miliardi di franchi hanno cercato altri lidi. Dopo essere stata in pratica salvata per due volte dallo stato - la prima dal baratro economico e la seconda dalla minaccia di perdere la licenza negli Usa - UBS era tornata in zona utili nel quarto trimestre del 2009, con risultato netto positivo di 1,2 miliardi. Sull'arco dell'intero esercizio aveva però subito una perdita di 2,7 miliardi di franchi, terzo anno in rosso dopo il 2008 (perdita record di 20,9 miliardi) e il 2007 (4,4 miliardi in negativo). Proprio questi ultimi due esercizi saranno oggi al centro di un vasto dibattito. Il consiglio di amministrazione (Cda) proporrà infatti (punto tre dell'ordine del giorno) il discarico agli amministratori non solo per il 2009, bensì anche per il bienno precedente, per il quale la delibera prevista dal diritto societario era stata sospesa. Se la richiesta fosse approvata verrebbero liberati dalle loro responsabilità anche ex top-manager quali Marcel Ospel, Peter Kurer, Peter Wuffli e Marcel Rohner: eventuali azioni di risarcimento potrebbero infatti essere avviate solo contro la banca stessa. I nuovi vertici di UBS - i presidenti della direzione Oswald Grübel e del Cda Kaspar Villiger - avevano già fatto sapere in dicembre che la banca non aveva intenzione di procedere legalmente contro i passati dirigenti: questo per evitare danni all'immagine derivanti da cause che avrebbero potuto trascinarsi per anni. Ma tale atteggiamento - profondamente disapprovato dalla popolazione, stando ai sondaggi - ha provocato una levata di scudi da parte di molti azionisti e casse pensioni. Ad essere in bilico è in particolare il voto sull'esercizio 2007. I critici sperano in un «no» dell'assemblea, che a loro avviso andrebbe interpretato come un mandato alla banca di avviare i processi. Nessun azionista dovrebbe infatti agire autonomamente: una causa di risarcimento nei confronti degli ex dirigenti potrebbe infatti avere costi processuali stratosferici, nell'ordine dei milioni di franchi. È però tutto da vedere se Grübel e Villiger interpreteranno un eventuale rifiuto alla stesso modo: non potranno però nemmeno fare semplicemente spallucce, considerate anche le implicazioni politiche, al di là di quello che sarebbe comunque uno schiaffo alla dirigenza. Il parlamento federale appare infatti restio ad approvare l'accordo concluso nell'agosto 2009 fra Berna e Washington per la consegna di dati di presunti evasori e su tutto pesa come una spada di Damocle la possibile costituzione di una commissione parlamentare di inchiesta: rispondere in modo altezzoso alla richiesta degli azionisti potrebbe quindi essere pericoloso. In entrata l'assemblea sarà inoltre chiamata ad approvare il rapporto annuale e il conto d'esercizio 2009, nonché -separatamente, ma in modo non vincolante - il relativo rapporto sulle remunerazioni. Alla tribuna sfileranno ancora volta piccoli azionisti che si chiederanno come sia possibile che la banca, in un anno in cui ha subito una perdita di 2,7 miliardi, stia distribuendo bonus per 3 miliardi. Dopo alcuni punti statutari si aprirà poi il capitolo delle nomine. Verrà chiesta la conferma degli attuali amministratori - non si ripr

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