
Ricordate la vicenda del 29enne cittadino portoghese residente nel Canton Vaud espulso per 3 anni dalla Svizzera a causa delle sue bravate al volante? Ebbene, negli scorsi giorni un caso simile è nuovamente approdato sui banchi del Tribunale federale (TF). Il protagonista è stato ancora una volta un cittadino portoghese, pizzicato il 16 luglio 2017 con un tasso alcolemico di 0,75 mg per litro e, il 2 dicembre successivo, mentre circolava senza patente (gli era stata ritirata proprio in seguito al primo controllo, ndr) alla guida di un veicolo. Per evitare conseguenze peggiori anche lui aveva tentato di farsi passare per il fratello.
La vicenda era approdata in aula e il 23 luglio 2018 il Tribunale di polizia del Canton Ginevra lo aveva condannato a una pena pecuniaria di 11 aliquote giornaliere da 30 franchi e al pagamento di una multa di 20 franchi. L’uomo aveva quindi ricorso fino in ultima istanza al TF, tentando di giovarsi la più classica delle scuse: ”Non parlo francese”. A suo dire, infatti, al momento del controllo della Polizia gli agenti non gli avrebbero spiegato in maniera sufficientemente chiara che il suo tasso alcolemico era ben oltre il limite consentito (0.25 mg/l) così come la differenza tra etilometro e prelievo del sangue.
I supremi giudici federali hanno però ritenuto poco credibili le sue giustificazioni in quanto l’uomo “ha parlato in francese con gli agenti e ha firmato l’esito dell’etilometro, declinando il prelievo del sangue”. Il suo ricorso è quindi stato respinto e l’uomo dovrà pure farsi carico di 3'000 franchi di spese giudiziarie.
(Sentenza 6B_1242/2018 dell’8 febbraio 2019)
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