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Svizzera
Uber deve pagare contributi sociali, analisi Unia
Redazione
10 anni fa

Uber, il servizio di trasporto automobilistico privato via app, tramite le sue filiali in Svizzera agisce come un normale datore di lavoro e non può quindi sottrarsi agli obblighi padronali, in particolare i contributi sociali. Lo evidenzia una perizia giuridica commissionata dal sindacato Unia. La perizia è stata fatta dal professore basilese Kurt Pärli e rappresenta la prima valutazione di diritto in questa materia, hanno dichiarato i dirigenti di Unia in una conferenza stampa stamane a Berna. Uber si rifiuta di riconoscere i suoi "tassisti" come normali salariati e ha messo in piedi un sistema di fittizia indipendenza, mentre perfino la Suva ha già paragonato questa azienda a un normale datore di lavoro, soggetto quindi ai versamenti sociali. Secondo la perizia, la relazione con i dipendenti è attestata in particolare dalle numerose istruzioni che l'azienda dà a ogni "tassista" chiamato ad eseguire una richiesta di trasporto. Il sindacato Unia invita le autorità a far rispettare a Uber le disposizioni legali: periodo di riposo, durata massima dell'attività, protezione della salute. Tocca agli uffici cantonali delle circolazione stradale attivarsi rapidamente per far rispettare l'ordinanza sui conducenti professionali.

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