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Svizzera
Tutto pronto per il voto elettronico da primavera
Redazione
13 anni fa

"Esame superato: siete pronti per sedere nel Consiglio degli Stati". Questo il complimento rivolto oggi, tra il serio e il faceto, dal presidente della Camera dei cantoni Hannes Germann (UDC/SH) ai giornalisti che per primi hanno potuto testare la bontà del nuovo dispositivo elettronico in funzione dalla sessione di primavera in sostituzione del tradizionale voto per alzata di mano. Come al Nazionale, i risultati appaiono su tre schermi, due installati in posizione sopraelevata ai lati del presidente, e uno alle spalle dei "senatori". Si tratta di una piccola novità tecnica, ma di portata storica, ha dichiarato Germann dal suo scranno di presidente ai rappresentanti dei media presenti nella piccola sala degli Stati. Germann si è detto sollevato da questa novità tecnica che porterà più trasparenza nei lavori della Camera, mettendo fine alle polemiche sorte in passato dovute ad errori nel conteggio documentati da telecamere e da osservatori esterni. "Queste polemiche hanno danneggiato l'immagine della nostra Camera. In futuro sono esclusi errori simili", ha sostenuto il consigliere agli stati per l'UDC, dicendosi un po' dispiaciuto per gli scrutatori che rimarranno "disoccupati pur venendo pagati". Lo sciaffusano non crede nemmeno che il voto elettronico influirà sui dibattiti - in genere più pacati che al Nazionale - alla Camera dei cantoni. "Tutti devono essere liberi di esprimere le proprie opinioni, ha dichiarato. Diversamente dal Nazionale, i "senatori" non dovranno pigiare al momento del voto su due tasti per evitare gli imbrogli. Tale novità era stata introdotta al Nazionale nel 1994, dopo che Christoph Blocher (UDC/ZH) era stato smascherato e rimproverato per aver votato anche per una collega assente. "Non abbiamo bisogno di questi sistemi di controllo; da noi cose simili non accadono", ha tagliato corto Germann. Al pari del Nazionale, i "senatori" hanno a disposizione 3 tasti di diverso colore (verde, rosso, giallo) per votare "sì, "no, "astenuto". A questi va ad aggiungersi un misterioso pulsante blu senza alcuna specificazione. Mistero subito fugato da Germann che, prima di passare al test, ha proceduto al controllo delle presenze (24 per l'occasione su 46 "senatori", quindi sufficienti), invitando i presenti a servirsi del tasto "innominato". "Tale operazione è indispensabile per determinare se l'aula è in grado di decidere, specie quando è necessaria la maggioranza qualificata", ha spiegato il presidente degli Stati.

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