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Svizzera
Turiste uccise, rinviata l'udienza
Turiste uccise, rinviata l'udienza
Turiste uccise, rinviata l'udienza
Redazione
7 anni fa
Il processo d'appello a 24 uomini coinvolti nel brutale omicidio apertosi oggi in Marocco riprenderà l'11 settembre

Si è aperto oggi in Marocco il processo d'appello a 24 uomini coinvolti nella decapitazione di due giovani turiste scandinave a nome dello Stato islamico (Isis). Dopo breve tempo l'udienza è stata rinviata all'11 settembre.

Il procedimento si svolge presso la Corte d'appello di Salé (vicino a Rabat), specializzata in questioni terroristiche.

La vicenda riguarda la brutale uccisione di una 24enne danese e di una 28enne norvegese avvenuta a fine 2018 mentre bivaccavano ai piedi del Jbel Toubkal, la montagna più alta del Marocco.

Il mese scorso erano state decretate tre condanne a morte e un ergastolo per i quattro principali imputati. A processo anche un ginevrino con nazionalità ispano-svizzera, che è stato condannato a 20 anni di prigione per "costituzione di banda terrorista".

I condannati sperano in un verdetto più clemente, mentre le famiglie delle vittime chiedono una conferma delle pene inflitte, secondo gli avvocati contattati dall'agenzia AFP.

I condannati a morte sono Abdessamad Ejjoud, un venditore ambulante di 25 anni considerato il capo di un gruppo jihadista, che ha confessato di aver organizzato la spedizione omicida con due compagni, Younes Ouaziyad, un falegname di 27 anni, e Rachid Afatti, 33 anni, che ha filmato la scena.

Gli altri 21 imputati sono stati condannati a pene detentive che vanno dai cinque anni di carcere all'ergastolo. In Marocco l'ultima esecuzione risale al 1993. Da quando il 23 luglio 1999 è salito al trono, re Mohammed VI non ha mai firmato un decreto di esecuzione. Il diritto alla vita è sancito come principio fondamentale dalla Costituzione marocchina, entrata in vigore nel 2011.

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