
La Turchia ha smentito oggi recisamente quanto riferito ieri dal Tages-Anzeiger circa il tentato sequestro in Svizzera nel 2016 di un presunto seguace turco-elvetico del predicatore Fetullah Gülen, nemico pubblico numero uno del governo di Ankara. "Smentiamo assolutamente le asserzioni senza fondamento" contenute nell'articolo e riguardanti anche un asserito coinvolgimento di personale dell'ambasciata a Berna di Ankara, ha affermato il portavoce del ministero degli esteri turco Hami Aksoy, citato dall'agenzia stampa Reuters. Dopo aver indicato ieri che i diplomatici in questione - che peraltro hanno già lasciato la Svizzera - non possono beneficiare dell'immunità diplomatica per questo reato, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha reso noto oggi di aver protestato vigorosamente con la Turchia. La Svizzera non tollera "in nessun momento" simili attività sul proprio territorio, ha fatto sapere ad Ankara la segretaria di Stato del DFAE Pascale Baeriswyl.
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