
Un 44enne è stato condannato dal Tribunale criminale di Lucerna a una pena detentiva di 20 mesi, di cui almeno sei da scontare, per truffa per mestiere e falsità in documenti. L'uomo ha inscenato raggiri ai danni dell'assicuratore contro gli infortuni Suva e all'aiuto sociale, si legge in una sentenza odierna. L'imputato ha dichiarato alla Suva di essere rimasto coinvolto nel 2010 in un incidente motociclistico mortale a Lahore, in Pakistan, nel quale, a suo dire, aveva perso la vita il cugino. La compagnia assicurativa l'aveva dunque risarcito con oltre 75'000 franchi. Tuttavia, le indagini effettuate nel Paese asiatico hanno messo in luce come il sinistro non sia in realtà mai avvenuto. Documenti quali il rapporto di polizia, il certificato medico e quello di morte erano inesistenti oppure falsificati. Inoltre, l'uomo aveva anche ottenuto quasi 35'000 franchi dall'aiuto sociale lucernese tra il il maggio 2013 e il settembre 2014. Nonostante risultasse inabile al lavoro al 100%, egli faceva il tassista in città. All'insaputa dell'imputato, fra i suoi passeggeri vi era anche stato l'ispettore che lo teneva d'occhio per conto delle autorità, le quali avevano maturato sospetti nei suoi confronti. In tribunale, il 44enne ha dichiarato di aver tenuto un comportamento fraudolento a causa di debiti da pagare. "Ero sotto pressione, non ho avuto altra scelta", si è giustificato. Ora dovrà trascorrere almeno sei dei 20 mesi che gli sono stati comminati in prigione. Gli è stata invece concessa la condizionale, per un periodo di tre anni, per i restanti 14. La difesa dell'accusato, che chiedeva l'assoluzione, ha già annunciato che ricorrerà contro la sentenza.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

