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Svizzera
Truffò l'assistenza, ora dovrà andarsene
Truffò l'assistenza, ora dovrà andarsene
Truffò l'assistenza, ora dovrà andarsene
Redazione
9 anni fa
Il TF ha respinto il ricorso di un 67enne iracheno che in 8 anni aveva percepito 400'000 fr di aiuti sociali pur lavorando

Il Tribunale federale ha confermato la revoca del permesso di domicilio e l'allontanamento dalla Svizzera di un 67enne cittadino iracheno, riconosciuto colpevole di truffa per aver indebitamente percepito più di 400'000 franchi di aiuti sociali.

L'uomo era giunto in Svizzera all'età di 47 anni insieme alla famiglia e aveva ottenuto lo statuto di asilante. Tra il 2002 e il 2010 aveva indebitamente percepito 406'000 franchi di aiuti sociali. Per questo motivo, nell'agosto del 2014, il Tribunale regionale del Canton Berna lo aveva condannato a 22 mesi di carcere. L'uomo, era emerso, non aveva informato le autorità delle sue attività lavorative presso l'ambasciata libica, dove era attivo come docente, e presso l'ambasciata irachena, dove collaborava come traduttore. I suoi due lavori, tra il novembre del 2001 e il marzo del 2010, gli avevano fruttato 120'000 franchi. L'imputato, inoltre, aveva una disponibilità finanziaria propria di almeno 28'000 franchi.

Contro la decisione dell'Ufficio della migrazione bernese il 67enne si era inutilmente appellato fino all'ultimo grado di giudizio. I giudici di Mon Repos, tuttavia, hanno ritenuto corretta la decisione di espellerlo.

Secondo i giudici losannesi l'interesse pubblico prevale infatti sull'interesse privato del ricorrente di restare in Svizzera. L'uomo, si legge nella sentenza, è arrivato in Svizzera all'età di 47 anni, quindi un suo rimpatrio in Iraq non è stato ritenuto un ostacolo alla sua reintegrazione.

nic

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