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Allevamento
Trovato un nuovo virus nei bovini svizzeri
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Ats
3 ore fa
Si tratta di un ortobunyavirus, del sierogruppo Simbu, finora non meglio caratterizzato e trasmesso dalle zanzare – Gli animali colpiti mostrano sintomi quali febbre e diarrea oltre che un calo della produzione lattiera

Un nuovo virus ha colpito anche mucche in Svizzera. Lo ha confermato oggi a Keystone-ATS l'Istituto di virologia e immunologia (IVI), precisando che si tratta di un nuovo ortobunyavirus, del sierogruppo Simbu, individuato in campioni prelevati da bovini malati.

Secondo l'Istituto di virologia e immunologia la patologia non rientra tra le epizoozie disciplinate dall'ordinanza su queste ultime. «Non si tratta di una malattia altamente contagiosa», ha indicato l'istituto federale a Keystone-ATS.

Il virus viene trasmesso da moscerini, una famiglia di piccoli insetti, per lo più ematofagi. Al momento non è chiaro se l'attuale ondata di caldo abbia aumentato la vulnerabilità degli animali alla malattia.

I risultati in Svizzera coincidono con quelli ottenuti in Germania e in Francia. Il nuovo patogeno è stato infatti rilevato anche nei bovini della Germania meridionale. Il virus appartiene a un gruppo di cui fa parte anche il virus di Schmallenberg, già individuato in Svizzera nel 2012 che causò malformazioni in vitelli, agnelli e capre.

Il virus di Schmallenberg non è trasmissibile all'uomo. Secondo l’Istituto tedesco per la salute degli animali Friedrich-Loeffler (FLI), a cui fa riferimento l’IVI, il nuovo virus «allo stato attuale delle conoscenze non rappresenta un rischio infettivo rilevante per l'uomo». Tuttavia, occorre ora approfondire la questione.

Negli allevamenti di bovini colpiti in Svizzera, il decorso della malattia è durato ogni volta circa 14-21 giorni, secondo i dati forniti dall'IVI. Tra i sintomi più frequenti si registrano febbre superiore ai 40 gradi Celsius, un drastico calo della produzione di latte, inappetenza e diarrea.

Se sussista inoltre una correlazione tra l'ondata di calore in corso e i casi di malattia segnalati, non è al momento chiaro. Le alte temperature rappresentano tuttavia un notevole fattore di stress, in particolare per le vacche da latte ad alta resa, e possono rendere gli animali più vulnerabili alle patologie.

Secondo il FLI, le infezioni da virus di questo gruppo provocano solitamente solo sintomi clinici da lievi a moderati negli animali adulti. «Di particolare importanza è tuttavia la possibile trasmissione al feto durante la gestazione. A seconda del momento dell'infezione, possono verificarsi aborti, morte endouterina fetale e gravi malformazioni congenite».

Resta ancora da esaminare in che misura tali problemi possano verificarsi a causa del virus ora individuato, ha spiegato l'istituto. Poiché gli insetti responsabili rimangono attivi fino a novembre, è necessario prevedere un'ulteriore e rapida diffusione del virus.

«Non sappiamo ancora con precisione quale potenziale racchiuda questo virus», ha dichiarato una portavoce del FLI. L'obiettivo immediato potrebbe essere quello di sviluppare un vaccino nel minor tempo possibile.

Secondo il FLI ad attirare l'attenzione sono stati i bovini ammalatisi in Svizzera, in Francia e, a luglio, in numerosi allevamenti della Germania meridionale, in particolare nel Baden-Württemberg. I sintomi corrispondevano inizialmente a quelli del virus Schmallenberg; tuttavia, gli esami volti a rilevare quest'ultimo o altri agenti patogeni noti hanno dato esito negativo.

l FLI ha riferito di essere infine riuscito a dimostrare una notevole affinità genetica con i virus Shamonda. Nel comunicato del FLI, il virus individuato viene pertanto definito anche «Shamonda-like» («simile a Shamonda»).

«Le analisi delle prossime settimane mostreranno con quale rapidità si diffonderà, quali specie animali saranno particolarmente colpite e quali conseguenze cliniche ci si debba attendere», ha affermato Martin Beer, vicepresidente del FLI.

L'associazione di categoria Produttori svizzeri di latte (PSL) venerdì scorso aveva indicato a Keystone-ATS che «la situazione è critica».

«Prezzi del latte bassi, siccità, stress da calore, animali malati e mancanza di foraggio si sommano. Questa concomitanza di fattori sta portando numerose aziende agricole al limite e ne mette a rischio la sopravvivenza economica», ha rimarcato la PSL.