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Svizzera
Trovata un’intesa sull’EuroAirport
Trovata un’intesa sull’EuroAirport
Trovata un’intesa sull’EuroAirport
Redazione
9 anni fa
Positivo l'incontro tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian

Nel loro primo incontro il consigliere federale Ignazio Cassis e il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian hanno trovato un’intesa nella questione concernente la fiscalità applicabile all’aeroporto di Basilea-Mulhouse (EuroAirport): l’accordo contenente la normativa applicabile alle imprese svizzere operanti all’EuroAirport entrerà in vigore nel 2018. Nell’incontro di lavoro, i due ministri degli esteri hanno discusso anche di altre questioni bilaterali, della situazione in Europa e della politica svizzera nei confronti dell’UE.

All’inizio del 2018, all’aeroporto di Basilea-Mulhouse entrerà in vigore il nuovo regime fiscale che chiarisce, tra gli altri punti, quali imposte debbano essere versate alla Svizzera o alla Francia dalle imprese svizzere operanti nell’area dell’EuroAirport. L’annuncio ufficiale della ratifica dell’accordo da parte della Francia non è ancora giunto, ma all’indomani dell’approvazione da parte dell’Assemblea nazionale francese questo passaggio è una semplice formalità. «L’accordo è una conquista per entrambi gli Stati e per lo sviluppo economico dell’intera regione trinazionale del Reno Superiore» ha dichiarato il consigliere federale Cassis al termine del colloquio con il ministro degli esteri francese Jean-Yves Le Drian oggi a Parigi. L’accordo crea un quadro giuridico chiaro per le imprese con sede presso l’EuroAirport, dunque in territorio francese, consente di gestire anche in futuro l’importante infrastruttura sostenuta dai due Paesi e potenzialmente favorirà la creazione di nuovi posti di lavoro presso l’area dell’aeroporto, ha spiegato il consigliere federale Cassis.

Cassis e il ministro degli esteri francese Le Drian hanno inoltre confermato che si sono concluse le trattative sullo scioglimento della Convenzione tra la Svizzera e la Francia concernente l’assistenza degli indigenti del 1931.

Questa convenzione, che non è più in vigore dalla fine di novembre del 2017, disciplinava la restituzione reciproca di contributi dell’aiuto sociale versati a determinate categorie di cittadini di uno dei due Paesi residenti nell’altro Stato.

L’incontro, che è servito ai due ministri degli esteri per conoscersi, ha messo in evidenza le strette relazioni bilaterali che intercorrono tra i due Paesi. Con un volume commerciale di circa 27 miliardi di franchi la Francia è il quarto partner economico della Svizzera. Scienziati e scienziate dei due Paesi collaborano nel quadro di ben 459 progetti rientranti nel programma di ricerca dell’UE. Oltre 170 000 frontalieri vengono ogni giorno in Svizzera per lavorare e in circa 2200 aziende svizzere con sede in Francia sono impiegate più di 100 000 persone.

Oltre alle questioni bilaterali, i due si sono confrontati anche sulla situazione in Europa, sulla politica della Svizzera verso l’UE e su aspetti internazionali. In relazione alla politica svizzera nei confronti dell’UE, i due ministri hanno tematizzato lo stato di attuazione del nuovo articolo costituzionale sull’immigrazione (art. 121a Cost.) e le trattative sulle questioni istituzionali. Hanno inoltre discusso sul futuro dell’UE dopo l’uscita del Regno Unito.

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