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Svizzera
Tribunale militare: diffuse discorso Blattmann, condannato
Redazione
9 anni fa

La giustizia militare ha condannato un ufficiale di stato maggiore generale dell'Esercito svizzero che aveva registrato di nascosto e poi diffuso un controverso discorso dell'allora capo dell'esercito André Blattmann. Il Tribunale militare 5 lo ha ritenuto colpevole di ripetuta inosservanza di prescrizioni di servizio e lo ha condannato ieri a una pena pecuniaria sospesa di 30 aliquote giornaliere di 90 franchi e ad una multa di 900 franchi. L'ufficiale è invece stato assolto dall'accusa di violazione del segreto di servizio. Mario Camelin, portavoce della giustizia militare, ha confermato all'ats una notizia al riguardo pubblicata oggi da "Tages-Anzeiger" e "Bund". La registrazione risale al 29 aprile 2016. Quello che è accaduto quel giorno a Brugg (AG) viene descritto chiaramente nell'atto d'accusa, a disposizione dell'ats. André Blattmann aveva chiamato 150 ufficiali dello Stato maggiore a partecipare ad un seminario il cui obbiettivo era, tra le altre cose il diretto scambio d'idee circa la riforma dell'esercito. In un discorso Blattmann aveva espresso dure critiche contro un presunto "whistleblower" che aveva messo a disposizione della trasmissione "Rundschau" della tv svizzerotedesca SRF informazioni confidenziali riguardanti il programma di difesa contraerea Bodluv. L'ex capo dell'esercito aveva in particolare etichettato con epiteti inappropriati il moderatore della SRF Sandro Brotz. Per quest'ultimo episodio Blattmann si era poi scusato. Il Dipartimento della difesa aveva preso le distanze a tal proposito, ricordando che il discorso è stato tenuto nel corso di una riunione privata. La giustizia militare aveva aperto un'inchiesta contro sconosciuti su richiesta dell'allora divisionario Philippe Rebord. L'ufficiale di stato maggiore generale condannato ha confessato di aver registrato il discorso senza autorizzazione con il suo iPhone e di averlo poi caricato sulla conversazione WhatsApp del Gruppo Giardino, i cui membri allora si opponevano alla riforma dell'esercito. Non sarebbe però stato lui a trasmettere il filmato alla stampa. Secondo l'accusa non vi è invece alcun dubbio che sia stato lui a consegnare il file audio anche ai media, si legge nell'atto d'accusa. La sentenza può essere impugnata.

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