Assicurazioni
Tredicesima AVS, sindacati divisi: il VPOD accusa l'USS di cambiare posizione
Ats
27.10.2026 14:20 ieri alle 15:01

Foto: ©JAN WOITAS
In vista del voto del 29 novembre, il VPOD/SSP si oppone all'aumento dell'IVA dello 0,4% per finanziare la tredicesima AVS, sostenuto da USS e sinistra.
La svolta. Il Sindacato dei servizi pubblici (VPOD/SSP) è contrario all'aumento dell'IVA per finanziare la tredicesima AVS e accusa l'Unione sindacale svizzera (USS) di aver cambiato posizione in vista del voto del 29 novembre. Durante la campagna per l'introduzione della tredicesima, sostiene il segretario centrale Agostino Soldini, sinistra e USS avevano difeso il finanziamento tramite contributi sociali, come confermano dichiarazioni del presidente dell'USS, il consigliere agli Stati Pierre-Yves Maillard.
La dichiarazione. «L'AVS gode di buona salute. Dispone di un patrimonio record di 60 miliardi di franchi. Non è quindi necessario un aumento delle entrate a breve termine», ha affermato il presidente del VPOD/SSP e consigliere nazionale Christian Dandrès (PS/GE). A medio termine, a suo avviso, la tredicesima rendita dovrebbe essere finanziata dai contributi sociali.
Il costo. USS e sinistra fanno campagna con il Centro per un aumento dell'IVA di 0,4 punti, dall'8,1% all'8,5%, che non riguarda i beni di prima necessità. «Ora bisogna prendere atto della realtà», ha commentato Pierre-Yves Maillard, contattato da Keystone-ATS. Secondo lui l'aumento costerebbe 7-10 franchi al mese a persona e permetterebbe di evitare i deficit. Il VPOD/SSP ritiene invece il finanziamento tramite IVA antisociale, perché a pagare sarebbero i pensionati.

