
Uno dei principi dello sport nazionale americano del baseball è il cosiddetto 'three strikes and you're out' ("Tre falli e sei fuori"), la regola secondo cui se il battitore manca per tre volte la palla lanciatagli dall'avversario viene eliminato dal turno di gioco. Alle nostre latitudini questo principio è spesso applicato in ambito universitario (dove spesso gli 'strike' concessi - ovvero gli esami che si possono bocciare - sono spesso solo due) oppure, come nel caso che andiamo ad illustrarvi, per quel che riguarda l'esame federale di medicina umana.
Lo sa bene un medico cinese che, avendo conseguito il diploma in patria nel 1994, nel luglio del 2010 aveva ottenuto dalla Commissione delle professioni mediche (MEBEKO) l'autorizzazione a svolgere il suddetto esame, necessario per ottenere il riconoscimento del suo titolo di studio estero. Il medico lo aveva però bocciato in tre occasioni, vedendosi precludere ulteriori tentativi. Sette anni dopo, nell'ottobre del 2017, la Commissione aveva respinto la sua richiesta di poter svolgere una quarta volta tale esame e il medico si era così rivolto al tribunale amministrativo federale (TAF) ottenendo un… quarto strike.
Chiariamo subito: non si tratta un quarto tentativo, categoricamente escluso dalla Corte in quanto violerebbe il principio della parità di trattamento. Tuttavia, ha spiegato il TAF nella sua sentenza dell'8 gennaio scorso pubblicata ieri, la Commissione avrebbe dovuto tener conto anche della sua esperienza professionale maturata negli anni all'interno del sistema sanitario svizzero. In parole povere, un riconoscimento è ancora possibile.
Questa decisione si basa sulla giurisprudenza del Tribunale federale (TF) che nel 2015 aveva accolto il ricorso di un medico algerino cui era stato negato il riconoscimento del diploma. La donna aveva lavorato al CHUV di Losanna per più di 20 anni, tra il 1990 e il 2011, come capo clinica, medico associato e medico aggiunto all'Istituto di patologia. In quell'occasione i giudici di Mon Repos avevano appunto stabilito che la Commissione avrebbe dovuto prendere in considerazione il suo lungo percorso professionale in Svizzera.
Anche in questo caso – si legge nella sentenza – la Commissione ha violato l'Art. 15 cpv. 4 della Legge federale sulle professioni mediche universitarie (LPMed), in base al quale essa deve "stabilire le condizioni per l'ottenimento del diploma federale qualora non riconosca il diploma estero". Il ricorso del medico cinese è stato pertanto accolto e gli atti sono stati ritornati all'autorità inferiore per nuova decisione ai sensi dei considerandi.
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