Cerca e trova immobili
Svizzera
Travail.Suisse: priorità a formazione adulti
Redazione
12 anni fa

La Svizzera deve impegnarsi maggiormente nella formazione di adulti per rispondere al bisogno di forza lavoro qualificata, la cui mancanza diventa un problema di primo piano soprattutto dopo l'accettazione dell'iniziativa UDC "Contro l'immigrazione di massa". Lo ha sostenuto oggi Travail.Suisse in una conferenza stampa a Berna, durante la quale ha chiesto l'intervento di Confederazione e Cantoni per incoraggiare la formazione di recupero per adulti. In Svizzera oltre 600'000 persone tra i 25 e i 64 anni - il 13% della popolazione - non hanno un diploma, ha indicato la consigliera nazionale Josiane Aubert (PS/VD), vicepresidente di Travail.Suisse. Solo un piccolo numero di queste riesce a terminare una formazione, anche se potenzialmente - secondo studi effettuati in proposito - potrebbero essere tra le 52'000 e le 93'000. Eppure gli strumenti che permettono di acquisire una formazione di recupero - ossia un titolo di fine formazione dopo aver maturato un'esperienza pratica - esistono ma sono poco utilizzati per vari motivi. Molti ignorano l'esistenza di offerte adeguate, per cui è indispensabile fare una vasta campagna informativa che dovrebbe essere sostenuta da Confederazione, Cantoni e partner sociali, viene sottolineato. Inoltre - ha spiegato Angela Zihler, responsabile del Progetto Formazione presso Travail.Suisse - le offerte dovrebbero essere più flessibili e rispondere maggiormente al bisogno delle donne dal momento che sono proprio queste ultime ad interrompere più spesso la formazione perché impegnate con la famiglia e il lavoro. Un altro problema è il fatto che gli adulti privi di una formazione iniziale non hanno spesso le competenze di base indispensabili. Infine mancano i sostegni finanziari. L'obiettivo per Travail.Suisse deve essere il raggiungimento in 10 anni di 30'000 diplomi che certificano la conclusione di una formazione di recupero. "Affinché gli adulti possano effettuarla senza problemi finanziari, la Confederazione e i Cantoni devono sbloccare ciascuno nei prossimi dieci anni circa 850 milioni di franchi", secondo Flügel.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata