
Ventisette persone sono state fermate in Svizzera il mese scorso nell'ambito di un'operazione internazionale volta a smantellare reti di tratta di esseri umani. Complessivamente, in cinque giorni, sono state arrestate 1024 persone in 59 Paesi distribuiti su quattro continenti.
61 presunte vittime in Svizzera
L'operazione ha anche permesso di identificare 61 presunte vittime in Svizzera, ha indicato oggi a Keystone-ATS la portavoce dell'Ufficio federale di polizia (fedpol) Mélanie Lourenço. Quest'ultima ha precisato di non poter fornire ulteriori informazioni su singoli casi o su procedimenti in corso.
I dati dell'Interpol
In precedenza, Interpol aveva comunicato l'identificazione complessiva di 2070 vittime. Il 10% è costituito da minori provenienti dal continente americano costretti alla prostituzione, oppure da adulti trasferiti in altri continenti per essere sfruttati nel lavoro forzato, nell'accattonaggio o in attività criminali.
L'operazione Global Chain
L'operazione denominata «Global Chain» è stata condotta dalle autorità austriache e rumene tra l'8 e il 12 giugno, sotto il coordinamento di Interpol, Europol, Frontex e Ameripol. In Svizzera ha coinvolto 13 corpi di polizia cantonale. In totale, 139 agenti delle unità operative hanno effettuato controlli mirati su luoghi, persone, documenti e veicoli. Sono state ispezionate 161 località, 415 persone, 245 documenti e 13 veicoli, ha precisato Lourenço.

