
Più soldi per i trasporti pubblici: prenderà il via domani la raccolta di firme per l'iniziativa, lanciata da una trentina di organizzazioni e partiti, che vuole destinare la metà dell'imposta sugli oli minerali al finanziamento di treni e bus e l'altra metà alla strada.Se il popolo decidesse di ancorare questo principio nella Costituzione, i trasporti pubblici riceverebbero un contributo annuo di circa 800 milioni di franchi, hanno sottolineato oggi i promotori dell'iniziativa in una conferenza stampa a Berna. Ciò permetterebbe di realizzare i progetti più urgenti nei prossimi 20-25 anni, e questo senza aumentare le tasse per gli automobilisti o il prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici.Attualmente, le tasse sui carburanti vengono suddivise con la proporzione del 75 % per la strada e del 25 % per la ferrovia. Il traffico motorizzato è responsabile del 34 % delle emissioni di CO2, mentre la ferrovia ha un miglior bilancio ecologico, energetico ed economico, ha detto Franziska Teuscher, presidente dell'Associazione traffico e ambiente (ATA).Sempre più persone si spostano con i mezzi pubblici, ma la rete è sovraccarica; è quindi urgente sviluppare le infrastrutture e l'offerta, è stato affermato.Oltre all'ATA, l'iniziativa gode del sostegno di Partito socialista, Verdi, Verdi liberali, Partito evangelico e Partito cristiano sociale, nonché di organizzazioni quali il Sindacato del personale dei trasporti (SEV), l'Iniziativa delle Alpi, Greenpeace, Pro Natura, Fondazione svizzera dell'energia, Ecologia liberale e actif-trafic. Tutti questi partiti ed associazioni avranno tempo fino al 17 settembre 2010 per raccogliere le 100'000 firme necessarie alla riuscita dell'iniziativa popolare "per i trasporti pubblici".ATS
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