
L'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG) vuole un "cambiamento radicale" nella politica di trasbordo del traffico pesante dalla strada alla rotaia. Con la sua "strategia di trasferimento 2030", presentata oggi a Berna, l'organizzazione vuole portare da 650'000 a un milione i tragitti su gomma attraverso le Alpi. "Gli obiettivi della politica di trasferimento attuale nel traffico di transito sono chiaramente stati mancati", ha dichiarato davanti ai media il presidente centrale dell'ASTAG Adrian Amstutz. "Le necessità dell'economia e della popolazione sono sempre più orientate verso la strada", quindi serve un cambiamento di rotta radicale. L'obiettivo di ridurre i transiti di camion attraverso le Alpi a 650'000 all'anno entro il 2017 è assolutamente illusorio, hanno sottolineato il consigliere nazionale bernese e capogruppo UDC alle Camere così come il direttore dell'ASTAG Michael Gehrken. Secondo l'organizzazione nel 2010 i camion hanno compiuto 1,257 milioni di tragitti. Nell'ambito della "strategia di trasferimento 2030", Amstutz ha formulato quattro richieste centrali: aumentare l'obiettivo a un milione di tragitti entro il 2020 - un livello che potrebbe eventualmente essere mantenuto fino al 2030 -, rinunciare alla borsa dei transiti alpini, offrire più tracciati meno costosi per il traffico merci sull'asse nord-sud - dando la priorità al trasporto di beni rispetto a quello delle persone - e costruire nuovi terminal di carico vicino ai centri economici entro il 2020. Rapida la reazione dell'Iniziativa delle Alpi: in una nota essa definisce inaccettabile la proposta di accrescere il numero dei transiti. "La politica di trasferimento non è fallita, finora è solo mancata la volontà politica di applicarla per davvero. Abbiamo il tempo e l'obbligo di raggiungere l'obiettivo", scrive il presidente dell'organizzazione Fabio Pedrina. ATS
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