
Le perdite finanziarie provocate dalla crisi del coronavirus non dovranno andare a scapito dei lavoratori. È quanto sostiene il sindacato transfair, che chiede l'adeguamento degli obiettivi strategici posti alle aziende parastatali e condizioni chiare per quanto riguarda il lavoro ridotto presso i datori sottoposti al diritto pubblico.
In una lettera indirizzata al Consiglio federale, il sindacato chiede obiettivi strategici meno ambiziosi per le aziende parastatali come Swisscom, FFS e Posta. "Al cospetto dell'attuale crisi, alle tre imprese sarà impossibile raggiungere questi obiettivi", rileva transfair in una nota odierna, precisando che una possibile distribuzione degli utili - ad esempio per Swisscom - non deve avere effetti negativi sul personale.
Transfair, che rappresenta i lavoratori nelle categorie posta/logistica, comunicazione, trasporti pubblici e amministrazione pubblica, esorta i suoi partner sociali a continuare a pagare il 100% dello stipendio ai suoi dipendenti, anche in caso di lavoro ridotto.
Il sindacato, inoltre, chiede di fare chiarezza in merito alla possibilità di ricorrere al lavoro ridotto. L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) e la consigliera federale Simonetta Sommaruga hanno caldeggiato alle imprese di trasporto di inoltrare una richiesta in questo senso. Tuttavia, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) sostiene che "i datori di lavoro sottoposti al diritto pubblico non hanno alcun diritto al lavoro ridotto". Tale situazione, critica transfair, va risolta al più presto.
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