
Si tinge di giallo la morte di J.L., il 16enne studente svizzero di Losanna trafitto da un coltello martedì sera a Roma.
Il coltello gli ha trapassato l'aorta, fino a recidere l'esofago, provocandone la morte per dissanguamento. Una ferita profonda che in molti non riescono a spiegare come accidentale.
Il 16enne aveva pure un'escoriazione al naso e perdeva sangue dalla bocca, segno di una possibile collutazione precedente la tragica coltellata.
I compagni del 16enne, definito come un ragazzo simpaticissimo, amato da tutti, hanno parlato di un tragico gioco finito male. Ma gli inquirenti non sono pienamente convinti di questa versione.
I tre compagni con i quali il giovane condivideva la stanza sono stati ascoltati per ore dalla squadra mobile di Roma. I tre ragazzi sono apparsi spaesati, sconvolti e nessuno di loro ha saputo spiegare con esattezza quello che era accaduto. "Il nostro amico stava giocando da solo con il coltello", hanno ripetuto agli agenti.
Ma c’è un dettaglio in questa storia che però non convince gli investigatori. Perché il coltello – acquistato a Roma – non è stato ritrovato nella stanza dove è avvenuto il presunto litigio o gioco. Elemento questo che potrebbe cambiare la dinamica della vicenda.
Oggi sul corpo della giovane vittima verrà effettuata l’autopsia, che potrebbe fornire elementi utili all'inchiesta.
Intanto sui social network si susseguono i messaggi in ricordo di J.L, che poco prima di morire aveva scritto alla fidanzata, via Twitter, "Mi manchi".
Lei stessa le ha risposto ieri. "Ti amo più di ogni cosa e anche se te ne sei andato non ti dimenticherò mai. Sei stato il primo uomo con cui ho pensato veramente di vivere tutta la vita, non ti dimenticherò mai. Ti amo all'infinito e ritorno."
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