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Trasporti
Traffico merci su rotaia sotto pressione
KEYSTONE
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Red. Online
8 ore fa
La crescita, pari al 3,1%, è inferiore a quella nel trasporto su strada, così che la loro quota nel traffico merci transalpino è leggermente diminuita, attestandosi al 68%

Nel primo semestre 2026 le ferrovie hanno trasportato più merci attraverso le Alpi rispetto all’anno precedente. La crescita, pari al 3,1%, è tuttavia inferiore a quella nel trasporto su strada, così che la loro quota nel traffico merci transalpino è leggermente diminuita, attestandosi al 68%. Nello stesso periodo il traffico a carro completo isolato sull’intero territorio nazionale ha registrato un calo dell’8% per numero di carri carichi. È quanto risulta dai rapporti semestrali dell’Ufficio federale dei trasporti relativi a queste due modalità di trasporto.

Traffico merci transalpino

Nel traffico merci transalpino, nel primo semestre 2026 sia il trasporto su strada che quello su rotaia hanno beneficiato dell'andamento economico positivo e di un mercato complessivo in crescita. L’aumento nel settore stradale, tuttavia, è risultato nettamente superiore a quello nel settore ferroviario: la quota di mercato della ferrovia si è attestata al 68%, con un calo di 0,9 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le corse di autocarri sono aumentate di circa il 7%, raggiungendo quota 511.000. Si prevede che, a fine 2026, per la prima volta dopo molto tempo il numero di viaggi effettuati da camion supererà nuovamente il milione.

Il traffico merci su rotaia lungo l'asse nord-sud continua a subire disagi a causa dei numerosi cantieri, soprattutto in Germania. Un miglioramento della situazione è atteso solo dal 2030 circa. Nell’ambito dell’attuale revisione della legge sul trasporto di merci, il Consiglio federale prevede perciò ulteriori mezzi finanziari a favore del traffico merci su rotaia attraverso le Alpi.

Traffico a carro completo isolato in perdita

Il traffico a carro completo isolato (TCCI) è un elemento fondamentale del trasporto di merci per ferrovia sull’intero territorio nazionale (ossia del traffico interno, di importazione e di esportazione). Da inizio anno la Confederazione sostiene finanziariamente il TCCI in modo da favorirne la modernizzazione e riportarlo nel medio termine all’autonomia finanziaria.

Nell’ambito della promozione finanziaria, l’Ufficio federale dei trasporti riferisce da quest’anno con cadenza semestrale sull’andamento del TCCI. Nel primo semestre 2026 il numero di vagoni carichi è diminuito dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I costi per vagone carico si sono stabilizzati. Nel primo semestre FFS Cargo ha registrato una perdita di 12 milioni di franchi nel TCCI, a fronte di indennità per 40 milioni di franchi.

La presa di posizione delle FFS

«I dati sul trasporto merci pubblicati oggi dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT) dimostrano che la direzione intrapresa è quella giusta», ha precisato a tal proposito Alexander Muhm, responsabile del traffico merci delle FFS in un post pubblicato su LinkedIn. «Nel primo semestre del 2026, il trasporto merci delle FFS ha raggiunto per la prima volta dopo molti anni un risultato in pareggio, trasportando complessivamente più merci rispetto all’anno precedente. Anche il rapporto semestrale 2026 sul trasporto merci ferroviario transalpino conferma questa tendenza: nel complesso, la ferrovia ha registrato una crescita, trasportando il 3,1% in più di merci rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La cessazione del servizio ‘‘Strada su rotaia’’ non ha comportato il temuto ritorno al trasporto su strada. Allo stesso tempo, il rapporto mostra che la domanda di trasporto è complessivamente aumentata e che anche il trasporto su strada ha registrato una crescita».

Al contrario, spiega ancora Muhm, «il calo dei volumi di trasporto nel settore dei carichi singoli riflette l’attuale riorientamento strutturale in corso. Nel primo semestre del 2026 il volume trasportato è diminuito del 5% rispetto all’anno precedente, pur registrando un andamento positivo rispetto al primo trimestre. Le ragioni di ciò sono la nostra attenzione ai trasporti redditizi a lungo termine, il trasferimento dei trasporti verso il traffico a treno completo, verso altre ferrovie merci o verso la strada, nonché i cali di volume legati alla congiuntura economica. Il fatto che i trasporti si stiano in parte spostando verso altre ferrovie merci dimostra che la concorrenza nel settore ferroviario funziona. Questo ci stimola. Con il nuovo modello di produzione, che entrerà in vigore con il cambio di orario a dicembre 2026, creiamo un’offerta competitiva e garantiamo l’EWLV per la Svizzera». Infine, evidenzia il responsabile del traffico merci, «la domanda di soluzioni di trasporto sostenibili è in crescita. È quindi tanto più importante che oggi poniamo le basi giuste per il futuro. Riorganizzando il trasporto merci, lo rafforziamo a lungo termine e, di conseguenza, favoriamo il trasferimento modale».