
Una persona è stata arrestata al termine di perquisizioni svoltesi il 5 maggio scorso nei Cantoni di Argovia, Svitto, Zugo e Ginevra. La persona fermata è accusata di riciclaggio aggravato di denaro e sostegno a un'organizzazione criminale attiva nel traffico di droga.
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e la polizia federale (fedpol), assieme alle autorità dei vari Cantoni coinvolti, hanno sequestrato denaro contante e accessori di lusso per un valore complessivo di oltre 2 milioni, cui si aggiungono auto e beni immobili per quasi 11 milioni.
I fatti
L'operazione si è svolta nell'ambito di un procedimento penale condotto dal MPC nei confronti di due persone. La persona arrestata è stata posta in carcerazione preventiva, mentre l'altro imputato è in carcere all'estero per traffico di droga e partecipazione a un'organizzazione criminale. Gli imputati sono accusati dal MPC di aver riciclato e immesso nel sistema bancario svizzero presunti proventi del traffico di droga per un valore di almeno 8,1 milioni. In tale contesto, avrebbero eseguito cospicui versamenti in contanti su conti presso diversi intermediari finanziari. Avrebbero inoltre utilizzato il denaro per acquistare gioielli e pietre preziose, rivenderli a commercianti e farsi versare il ricavato sui loro conti. Gli imputati avrebbero anche investito i fondi potenzialmente incriminati in immobili di lusso e veicoli di alta gamma.
Dai contanti ai gioielli
Durante le perquisizioni, sono state trovate diverse casseforti contenenti una borsa piena di contanti per un valore di circa 1,3 milioni nonché gioielli e orologi di lusso per un valore di oltre un milione. Sono state anche sequestrati cinque veicoli di varie marche di lusso per un valore di circa 1,2 milioni. Per diversi immobili dal valore complessivo di 9,6 milioni è stato disposto un blocco del registro fondiario. MPC e fedpol hanno inoltre trasmesso una segnalazione a un'autorità giudiziaria cantonale - il comunicato del MPC non specifica quale cantone, n.d.r - per sospetto ottenimento fraudolento di permessi di soggiorno mediante l'indicazione di false informazioni.

