
Si è conclusa poco fa la conferenza stampa indetta dagli inquirenti italiani per spiegare l'operazione che ha portato questa notte all'arresto della guardia carceraria zurighese Angela Magdici e del detenuto siriano Hassan Kiko, in fuga dallo scorso 9 febbraio.
A rendere possibile la loro cattura, hanno spiegato i carabinieri, è stato il filmato inviato in Svizzera settimana scorsa dalla 32enne per spiegare i motivi della fuga. Grazie a quel filmato gli inquirenti hanno potuto identificare l'appartamento di Romano di Lombardia (BG) nel quale la coppia si nascondeva da un paio di settimane. La località è stata scelta perché vi vive una folta comunità straniera che Angela conosceva bene. La coppia lasciava di rado l'appartamento per non attirare l'attenzione dei vicini.
Gli inquirenti hanno poi spiegato che la coppia stava raccogliendo soldi per partire. Al momento della loro fuga avevano con sé poco più di 500 euro. Un cittadino arabo residente in Svizzera aveva aperto per loro un conto sotto falso nome, al quale il siriano 27enne cercava di accedervi, ma senza successo.
Non è possibile sapere con certezza in quale direzione volessero andare, ma si suppone che Angela e Hassan volessero recarsi in Siria. "Alcune telefonate fatte dal 27enne in Austria e Germania fanno pensare che i due volessero tornare nelle sue terre d'origine". Non per terrorismo, bensì per amore.
Il blitz delle forze dell'ordine è scattato tra le 3.30 e le 4 di questa mattina, con l'intervento degli elicotteri. Gli inquirenti hanno spiegato che i due non erano armati, ma "hanno opposto resistenza" prima di essere arrestati. Per fermare la donna, atleta di karaté, sono serviti 4 carabinieri.
I due saranno estradati in Svizzera. Nelle prossime settimane si terrà l'udienza della corte d'Appello di Brescia, competente del caso, che si esprimerà in merito alla richiesta del Ministero pubblico zurighese.
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