
Regna ottimismo tra le piccole e medie imprese (PMI) elvetiche in merito ai propri affari internazionali. Stando a uno studio pubblicato oggi da Switzerland Global Enterprise (S-GE) in collaborazione col Credit Suisse, quasi la metà delle aziende prevede un'accelerazione delle esportazioni nei prossimi mesi. Tuttavia, le controversie commerciali sono un problema.
Dalla ricerca risulta che circa il 49% delle imprese si attende un aumento delle esportazioni nel terzo trimestre, mentre il 39% prevede invece una stagnazione delle vendite fuori dai confini nazionali. Il barometro delle aspettative di esportazione delle PMI svizzere riflette questo ottimismo. È infatti cresciuto di 3 punti su un trimestre, raggiungendo i 69 punti nel terzo trimestre.
La Germania rimane lo sbocco commerciale principale per le aziende svizzere: l'83% delle imprese intervistate dichiara di voler esportare beni o servizi verso questo Paese. Tra le altre principali destinazioni evocate figurano, oltre alla Germania, la Francia e l'Austria (61%), gli Stati Uniti (56%), l'Italia (52%) e la Cina (52%).
Tuttavia, a detta dei manager contattati, le condizioni quadro stanno diventando sempre più difficili, soprattutto a causa delle controversie commerciali. Circa il 31% dei responsabili ha dichiarato di dover affrontare nuovi ostacoli sul mercato americano, il 21% in Cina, il 17% in Russia e il 14% in Germania e Brasile.
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