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Svizzera
Tra accordi e vertici, Ginevra è l'ombelico del mondo
© Laurent Cipriani
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Redazione
12 ore fa
Domenica le manifestazioni contro il G7 sono culminate con scontri tra manifestanti e polizia – L'incontro, iniziato ieri a Evian-les-Bains, verterà anche sul conflitto in Medio Oriente che intravvede un accordo di pace che potrebbe essere siglato venerdì proprio a Ginevra

Gli occhi del mondo sono puntati sul lago Lemano. Ieri ha preso il via il G7 a Evian-les-Bains in Francia. I sette capi di stato di Francia, Italia, Stati Uniti, Giappone, Canada, Gran Bretagna e Germania, coadiuvati dai rappresentanti dell'Unione Europea, si sono riuniti fino al 17 di giugno per discutere delle principali questioni geopolitiche - Medio Oriente e Ucraina su tutte - economiche e tecnologiche, con focus sull'intelligenza artificiale. Un vertice contestato a Ginevra nella giornata di domenica: trentamila i manifestanti, attorniati da numerosi poliziotti. Tra i partecipanti anche Stefano Araujo, membro del Partito Comunista.

«Attacchi generalizzati»

«L'ambiente era molto festoso durante la manifestazione. È stato un successo anche dal punto di vista delle adesioni», racconta Araujo. «Con il clima un po' teso che si era creato nelle ultime settimane tra le autorità ginevrine e la coalizione No G7 che ha organizzato la manifestazione, c'era un po' il timore che questo clima potesse scoraggiare la gente a partecipare». Ma non è stato così. «C'era un dispiegamento enorme della polizia a Ginevra già durante il weekend. Il problema è stato che la polizia ha deciso di attaccare il corteo in modo generalizzato». E questo nonostante la manifestazione sia stata per lo più pacifica. Non sono mancati però attimi di tensione con alcuni dei manifestanti. Da una parte il lancio di oggetti contro le forze dell'ordine, dall'altro l'uso di lacrimogeni e idranti. Presi di mira anche edifici e un'automobile incendiata. Nel tardo pomeriggio la situazione è degenerata e il corteo è stato accompagnato nel parco nei pressi del Quai Wilson.

Fermi e identificazioni

«La manifestazione - prosegue Stefano Araujo - era ormai terminata e la gente si riuniva al punto di partenza che era il parc de Mon-Repos e la polizia ancora è entrata dentro il parco lanciando lacrimogeni. Si sapeva che l'autorizzazione era fino alle dieci e mezza di sera. E poi soprattutto la gente nel parco era tranquilla. La polizia, a quanto pare, aveva spiegato al servizio d'ordine che la gente poteva uscire dal Quai Wilson, in realtà è diventato poi una trappola». Il collettivo No G7 parla di assenza di cure di base, bagni, cibo e acqua. Sul Quai altri tafferugli. La stessa polizia ha poi proceduto con i fermi e le identificazioni, durate fino alle sei del mattino. «Polizia protagonista di una serie di provocazioni», afferma il collettivo. La stampa francofona parla di duecento, trecento persone implicate, ventotto le persone fermate, tre in arresto preventivo, come riferisce Alexandre Brayer, portavoce della Polizia Cantonale di Ginevra ai microfoni della RTS.

In vista dell'accordo

Nel frattempo, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha accolto ieri i capi di Stato e il presidente del Brasile Lula, ospite proprio del vertice internazionale. Vertice che affronterà il tema del conflitto in Medio Oriente e un possibile accordo di pace. Su quest'ultimo ci sono stati passi avanti e conferme giungono anche da Washington e Teheran. Il protocollo d'intesa sarà firmato verosimilmente questo venerdì, proprio a Ginevra. La distensione e la stabilizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e l'Iran in Medio Oriente sono una priorità per la politica estera elvetica. «La Svizzera accoglie con favore l'accordo», fa sapere il DFAE. Gli occhi del mondo sul lago Lemano, dicevamo in apertura, Ginevra, ombelico del mondo, come valvola di sfogo delle questioni internazionali, dal G7 al Medio Oriente.