
Pene fino a sei anni e mezzo di reclusione sono state chieste stamane a Bellinzona dalla procuratrice Juliette Noto nel processo contro 13 presunti fiancheggiatori in Svizzera delle Tigri tamil dello Sri Lanka, in corso al Tribunale penale federale. Le accuse contro gli imputati - 12 tamil e un tedesco - vanno dal sostegno o partecipazione a un'organizzazione criminale alla truffa, dall'estorsione alla falsità in documenti, fino al riciclaggio di denaro. Secondo l'accusa, le attività illecite - durate una decina di anni, tra il 1999 e la sconfitta della guerriglia tamil nel maggio 2009 - avrebbero consentito di raccogliere, tra la comunità tamil in esilio, circa 15 milioni di franchi tramite un sistema sofisticato di crediti al consumo. I soldi sarebbero serviti a finanziare le attività di guerriglia delle Tigri di liberazione dell'Eelam tamil (LTTE), ritenute dalla procuratrice federale una organizzazione criminale a carattere terroristico. Contro il leader dell'asserita succursale delle Tigri "World Tamil Coordinating Comitee (WTCC)", la pubblica accusa ha chiesto cinque anni di carcere più una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere da 80 franchi e il pagamento delle spese giudiziarie. Contro il responsabile finanziario dell'organizzazione ha chiesto sei anni e mezzi, più 180 aliquote da 100 franchi e le spese giudiziarie. Per il suo vice, Juliette Noto vuole ottenere una pena da scontare di cinque anni, 180 aliquote da 120 franchi e le spese processuali. Per il segretario e cassiere del WTCC sono stati chiesti cinque anni più 180 aliquote da 80 franchi e le spese giudiziarie. Per gli altri otto imputati tamil le pene richieste vanno dai 18 mesi con la condizionale a tre anni di prigione da scontare, a loro volta appesantite da aliquote giornaliere e rimborsi spese. Per il tredicesimo imputato, un dipendente della Bank Now, Juliette Noto domanda tre anni di carcere in parte con la condizionale e 180 aliquote giornaliere da 100.
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