
La Confederazione potrà per il momento continuare a servirsi di programmi Microsoft sulla base di un contratto recentemente concluso con il gruppo informatico americano: con una sentenza intermedia, il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto la richiesta di una sospensione a titolo cautelare presentata da 18 produttori di programmi per computer "open source". Ancora in attesa di una decisione definitiva è il ricorso presentato da queste società contro un appalto da 42 milioni di franchi assegnato dalla Confederazione a Microsoft senza il bando di un concorso pubblico. A fine maggio, con un provvedimento cautelativo urgente ("superprovvisorio"), il TAF aveva bloccato temporaneamente l'appalto, concedendo all'Amministrazione federale soltanto le prestazioni ritenute indispensabili per il funzionamento del suo sistema informatico. I giudici bernesi hanno ora giudicato che prolungare la sospensione potrebbe compromettere la funzionalità dell'informatica dell'Amministrazione con i suoi 40'000 dipendenti. Il TAF lascia aperta la questione se i programmi "open source" possano costituire una valida alternativa all'offerta Microsoft, come pure la decisione sulla liceità dell'appalto, che si riserva di eventualmente annullare. Il contratto di tre anni con la Microsoft è stato siglato in febbraio dall'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (UFCL). La decisione di assegnare l'incarico al gigante americano senza organizzare un concorso pubblico non è però piaciuta ai produttori di software "open source" che hanno deciso di rivolgersi al TAF chiedendo per il loro ricorso l'effetto sospensivo. Contro questa sentenza intermedia possono ricorrere al Tribunale federale di Losanna. Un programma "open source" è un software non protetto da copyright, il cui codice sorgente è lasciato alla disponibilità degli utenti e quindi liberamente modificabile. (Sentenza intermedia del 2.7.2009 nella causa B-3402/2009) ATS
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