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Svizzera
TPF: banchiere giudicato domani per spionaggio economico a Francia
Redazione
12 anni fa

Pierre Condamin-Gerbier, ex quadro della banca ginevrina Reyl accusato da quest'ultima di aver trasmesso informazioni confidenziali alle autorità francesi, sarà giudicato domani dal Tribunale penale federale di Bellinzona per spionaggio economico e violazione del segreto commerciale. Salvo imprevisti, sarà condannato a due anni di carcere con la condizionale, pena patteggiata con il Ministero pubblico della Confederazione nell'ambito di una procedura abbreviata. Ritenuto un testimone chiave nell'inchiesta avviata dalla magistratura francese nei confronti di Jérôme Cahuzac - il ministro del bilancio dimessosi dopo aver riconosciuto di avere avuto per anni un conto non dichiarato in Svizzera (dapprima presso UBS e in seguito presso Reyl & Cie) - Condamin-Gerbier era stato ascoltato per l'ultima volta all'inizio dello scorso luglio dalla Procura federale e avrebbe ammesso i fatti addebitatigli. Tra febbraio e luglio 2013 il francese domiciliato nel canton Vaud avrebbe trasmesso innumerevoli informazioni alle autorità e alla stampa. Secondo l'atto d'accusa redatto dal procuratore federale Carlo Bulletti sarebbe stato spinto a farlo "dalla volontà di brillare nei media". Pierre Condamin-Gerbier era infatti divenuto un interlocutore privilegiato della stampa francese nella vicenda Cahuzac. Le sue rivelazioni erano state divulgate dal sito Mediapart, dal quotidiano "Le Monde", dalla rete televisiva France 2 e da radio Europe 1. Il Ministero pubblico della Confederazione gli rimprovera anche di aver "reso accessibili questi segreti d'affari a nove riprese ad autorità giudiziarie e politiche francesi". L'ex dirigente di banca si era rivolto alla commissione d'inchiesta dell'Assemblea nazionale e alla Brigade financière della Procura di Parigi. Egli aveva in particolare descritto il modo in cui la banca Reyl dirigeva da Ginevra una attività di reclutamento illecito di clienti francesi. Condamin-Gerbier aveva anche sostenuto di essere in possesso di un elenco di personalità politiche francesi titolari di conti non dichiarati in Svizzera. Per la maggior parte, le informazioni fornite erano "prive di fondamento concreto" o erronee, rileva ancora l'atto d'accusa, secondo il quale il banchiere ha voluto "nuocere al gruppo Reyl dopo essere stato licenziato ed era cosciente del torto che poteva causare". Egli ha "volontariamente e proattivamente diffuso a più riprese nei media francesi informazioni sul funzionamento interno, l'organizzazione e le attività confidenziali del gruppo, tra l'altro riguardo alla sua clientela francese", sapendo bene che "queste informazioni erano segreti d'affari". La banca Reyl aveva sporto denuncia alla Procura federale nel giugno del 2013 e Pierre Condamin-Gerbier era stato arrestato il 5 luglio. Dopo due mesi e mezzo in detenzione preventiva era stato rimesso in libertà il 18 settembre. Difeso dall'avvocato Edmond de Braun, deve comparire domani mattina davanti a un giudice unico del TPF. In via eccezionale, il processo si terrà a porte chiuse.

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