
Il Tribunale penale federale (TPF) ha assolto un imprenditore russo domiciliato ad Anzère (VS). Sospettato di riciclaggio qualificato, era stato arrestato nel 2005 assieme al fratello e aveva trascorso diversi mesi in detenzione preventiva. Nella sentenza, il TPF concede al 53enne russo un'indennità di 50'200 franchi per la detenzione preventiva nonché un risarcimento per torto morale di 9’610 franchi. All'uomo vengono inoltre restituiti i 600'000 franchi di cauzione. L'alta istanza ha inoltre deciso di annullare il provvedimento di sequestro sia al suo chalet di Anzère che a quello del fratello. I due, stabilitisi dal 1992 nella località vallesana, erano finiti nel mirino delle autorità russe, che li sospettavano di riciclaggio. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) alla fine del 2004 aveva avviato un'inchiesta per appurare se avessero avuto relazioni d'affari con un imprenditore accusato di aver sottratto 20 milioni di franchi alle casse pubbliche nell'ambito dei lavori per la circonvallazione di Mosca. I due fratelli russi, proprietari di un'azienda di trasporti a Sion, avevano acquistato due chalet ad Anzère e investito un milione di franchi negli impianti di risalita locali. Il sospetto era che il denaro provenisse dalle sottrazioni connesse ai lavori pubblici di Mosca. Le accuse, mosse dal procuratore della Confederazione Patrick Lamon, sono state respinte dalla Corte degli affari penali del TPF, presieduta dal giudice Walter Wüthrich. All'avvocato Christian Favre, difensore dell'imprenditore russo, è stata concessa un'indennità di 70'000 franchi. ATS
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